Monday in Thailand

7 Maggio 2007 Commenti chiusi

Cinco de Mayo

5 Maggio 2007 Commenti chiusi


It’s commonly thought that Cinco de Mayo (“The fifth of May” in Spanish) is Mexico’s Independence Day, but the day actually commemorates the Battle of Puebla. On May 5, 1861, Mexican forces led by General Ignacio Zaragoza conquered the French occupation forces near the city of Puebla. It’s this victory that’s celebrated every May 5 throughout Mexico and the U.S, while Mexico’s Independence Day is celebrated September 16.
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Beach Rd., Pattaya – Thailand

1 Maggio 2007 Commenti chiusi

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Eaton Hotel, Hong Kong

1 Maggio 2007 Commenti chiusi

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Sushi Restaurant, Hong Kong

21 Aprile 2007 Commenti chiusi

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Thailand

31 Marzo 2007 3 commenti


From up left clockwise
1. Bangkok
2. Central (BKK)
3. Panoramic view from Grand China Princess hotel (BKK)
4. MBK shopping mall (BKK)
5. Walking Street (Pattaya)

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Hong Kong

31 Marzo 2007 Commenti chiusi


From up left clockwise:
1. Hong Kong Sauna sign
2. The year of the Pig
3. Milano on sale (poor Italy)
4. Sauna wall papers adv on the streets of Jordan (HK)

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Italo Spagnolo*

4 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Piccolo dizionario tascabile per chi va in Spagna e si inventa le parole, come me. Un consiglio innanzitutto: nonostante che il Castillano sia la lingua ufficiale, quella che per intenderci si studia nei vari corsi, qui in Spagna ogni Regione ha una sua lingua ufficiale. Non sono dialetti quindi, ma vere e proprie lingue. Nonostante che il Catalano (che sembra piemontese) ed il Valenciano siano praticamente uguali, guai a confondervi se venite da queste parti. Potreste far incazzare i locali (gente del posto, non i luoghi pubblici). Atterrato in una Valencia che sembrava Biella in Novembre, alla ricerca di una Paella Valenciana, mi sono dovuto accontentare di una bocadillo di Pan y Company al jamon serrano che faceva abbastanza schifo. Consiglio: se volete mangiare male, piuttosto andate da McDonald’s, li siete certi a cosa andate incontro. Girando senza sapere dove andare nel centro della ciudad in cui ho incontrato praticamente solo turisti Italiani che hanno preso il volo Ryanair da Bergamo, mi ritrovo nella casbah della città. Posto che non mi sentirei di inserire in un itinerario turistico. Tornato in hotel, mi riposo un poco nella minicamera con miniTv (lo schermo del mio portatile è più grande) e minidoccia, senza parlare del minilavello e del miniwater. Il letto però è a due piazze. Verso sera, ore 19.00, per me sarebbe stata una normale ora di cena, chiedo al ragazzo della reception che mi guarda pensando “il solito italiano coglione che vuole mangiare a tutti costi paella la domenica sera a Valencia, tanto è riscaldata, laddove eventualmente si trova un ristorante aperto, ma lui comunque non se accorgerà mai” e mi dice che non è questa l’ora di cenare: prima delle 21 nulla si muove. Vado a fare un giro e mi ritrovo, ma non per caso, al Palau de les arts e cose similari: vedi foto. Finalmente trovo un ristorante, su consiglio del solito ragazzo della reception, dove gli unici clienti erano Italiani… strano, vero? Mangio paella valenciana, ma mi accorgo che non c’è pesce. Penso in un errore, invece è proprio cosi. Quando la realtà non supera la fantasia. Bevo infine un cafè cortado. La movida non è quella immaginata e me ne torno in albergo dove mi aspetta James Bond al Casino Royale, proiettato nello schermo gigante del mio laptop. Il mattino seguente inizia la mia visita ai siti tessili industriali della zona. Del resto qui ci sono venuto anche per lavorare. Di sole neanche a parlarne, pur essendo nella Costa Blanca, centro sud della Spagna. Direzione Alicante, ma il mare è come il sole, non lo vedo neanche con il binocolo. In effetti, un po’ come dalle nostre parti, le aziende tessili qui stanno in mezzo alle montagne. La zona è specializzata in tessuti per arredamento. Visito quindi una casino di poligoni industrial, che qui proprio non mancano ed hanno un casino di lati. Arrivo nel Nou Hostalet, che penso sia ad Alcant, invece è a Cocentaina, 70 km da Alcant, 5 da Alcoi. Imparo che i nomi delle città spagnole che iniziano per Al (es. Alicante, Albacete, Almeria, etc.) derivano dall’arabo, sono infatti città fondate o comunque conquistate dagli Arabi. Altra cosa che imparo, è che qui non si usa il riscaldamento. La camera è gelida, in compenso il ristorante in cui ceniamo anche. Solo un caminetto grande come il mio bagno ci salva un po’, ma prima che sia acceso passa un’ora e la cena è già stata anche digerita. Al ritorno la camera è un po’ più calda. La camera non è mini, anzi molto spaziosa, a parte il letto, e scopro che qui oltre all’asse del water si usa anche l’asse del bidet. Foto a richiesta. Il giorno inizia con un Bon Dia seguito da un Bon Bon, che non è una caramella veneta, ma un caffé con latte condensato. Muy bon. Appunto. La Costa Blanca è chiamata cosi per il colore delle rocce, che qui abbondano, come i castelli. Ogni ciutat ne ha uno o più ed in certi momenti mi sembra di essere in Valle d’Aosta. Alcuni paesi sono sovrastati da grandi torri vedette che servivano per scorgere l’arrivo degli Arabi. Evidentemente però servivano solo a quello, visto che qui gli Arabi ci sono arrivati ed abbondantemente. Di verde ben poco, alberi quasi nessuno. A proposito di alberi, qui in Spagna si dice che nei tempi antichi uno scoiattolo sarebbe potuto salire su un albero in Portogallo ed attraversare tutta la Spagna senza mai mettere le zampe a terra sino in Francia… poi è arrivato Annibale che ha devastato il tutto: che facesse il boscaiolo per hobby? Nessuno lo sa. Quando ci si saluta e si lascia, qui si usa dire Adeu, che non vuol dire propriamente Addio: gli Spagnoli sono più ottimisti, pensano sempre che prima o poi ci si riveda. Specialità culinaria di questa zona della Spagna è l’Arroz a l’Horno, lo stesso che peraltro si mangia anche in Portogallo e non molto differente dalla Paella. Probabilmente qui hanno imparato a fare il riso bene e me lo cucinano un po’ in tutti i modi. Non si usa mangiare vere e proprie tapas, ma ci sono locali, i cosiddetti Pica Pica dove ci si siede attorno ad un banco pieno di cibi, salse ed alcolici vari e si ordina un po’ alla volta ciò che si vuole e come lo si vuole. Si trovano patate al forno condite da salse di almeno 1.000 calorie al cucchiaino, la più famosa è la salsa agl ed oil, carne da cucinare alla piastra, pesce da far friggere, spiedini di maiale, verdure, pasta, salumi ed affettati vari, tra cui il l’ottimo pata negra , e tutto ciò che si vuole qui lo si trova, o quasi. I prezzi sono modici, diciamo che strafogarsi qui non costa troppo. Birra a volontà, aquila amstel, mahou, san miguel le più diffuse, il tutto seguito dal solito chupito. Il vino spagnolo non mi ha sbalordito per bontà del resto usano berlo con la gassosa. Il dopocena si ritorna in albergo. Con questa mia breve non ho voluto pretendere di insegnare lo spagnolo, lingua che parlo mettendo le “s” alla fine delle parole italiane (più o meno) e neanche di dare un quadro completo di un Paese molto vicino al nostro come tradizioni, usi e costumi. La sola differenza è che in Italia tutto costa in maniera esagerata, tipo la benzina che qui costa 0.95 euro al litro, ma noi ci sentiamo più furbi e la paghiamo 20 cents di più. Qui le Regioni si governano da sole e le cose più o meno funzionano. Anche in Spagna c’è un sano razzismo verso quelli del Sud (che però non sono chiamati terroni), che lavorano poco, pagano meno tasse, passano il tempo a mangiare, bere e fare la siesta. Tutto il mondo è Paese. Evidentemente. Hasta Luego. Il Mini Dizionario Paella Valenciana – noi si pensa essere di pesce e carne, invece ci sono solo pollo, coniglio e verdure tipo legumi. Il riso è giallo. Bocadillo – Panino, Sandwich. Jamon Serrano – Prosciutto crudo spagnolo, che dicono (gli Spagnoli) essere molto più buono del nostro. Ciudad – città, detta altresì ciutat in lingua locale. Palau de les arts – Palazzo delle Arti scritto in valenciano e non in francese. Cafè cortado – cafè macchiato e non corto. Quello corto si dice, appunto, corto. Movida – il divertimento inteso alla maniera spagnola: si esce dal giovedì al sabato da mezzanotte sino alle 6 del mattino e ci si distrugge fino allo sfinimento. La domenica riposo. Totale. Poligono industrial – zona industriale. Nou Hostalet – che credo voglia dire Nuovo albergo od ostello, visto che è il mio albergo. Bon dia – oppure Buenas Dias, Buongiorno. Bon Bon – tipo di cafè che si beve da queste parti. Si mette un po’ di latte condensato in bicchierino di cafè espresso. Muy bon – muy bonito, molto buono, in valenciano e portoghese. Ciutat – città, detta altresì ciudad in Castillano. Adeu – Arrivederci. Si può dire anche Adios. Arroz a l’Horno – il riso al forno e non l’arrosto come credevo io la prima volta che sono stato nella Penisola Iberica. Tapas – tipo di spuntino che ricorda gli aperitivi nostrani. C’è di tutto. Praticato molto nella zona di Madrid. Pica pica – prendi prendi, ciò che vuoi, finché ne vuoi. Ma paghi in base a quello che mangi. Agl ed Oil – Aglio ed olio: non è piemontese, ma catalano/valenciano. Olio in spagnolo di dice Aceite ed aceto si dice Vinagre. Attenzione quindi ai falsi amici. Pata Negra – tipo di prosciutto iberico, simile al prosciutto crudo, ma che costa carissimo e si mangia tagliato con il coltello. Chupito – il nostro cicchetto di fine pasto e non solo. Hasta Luego – Alla prossima. * Titolo liberamente tratto da una trasmissione televisiva di MTV con Fabio Volo

Happy 2007

3 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Wish you all a Wonderful New Year

We live in a beautiful world.
We must do something to make our world a good place to live in for everyone.

“Everyone is entitled to all the rights and freedoms set forth in this Declaration, without distinction of any kind, such as race, colour, sex, language, religion, political or other opinion, national or social origin, property, birth or other status.(…)

No one shall be held in slavery or servitude; slavery and the slave trade shall be prohibited in all their forms.

Everyone has the right to recognition everywhere as a person before the law.”

(articles 2, 4, 6 of the Universal Declaration of Human Rights)
Riferimenti: Universal Declaration of Human Rights

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Imagine – John Lennon. Today, 26 years ago

8 Dicembre 2006 Commenti chiusi

Imagine there’s no Heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace

You may say that I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world

You may say that I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one