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Citta’ in Asia – parte prima

24 Ottobre 2007
Considerazioni sparse su città che ho visitato, vissuto e dove non sono ancora stato ma che piacerebbe andare.

Dal mio personalissimo punto di vista, in Asia ci sono cinque città "maggiori" e altrettante cosiddette "minori" che andrebbero visitate (must see Cities); ci tengo a sottolineare che ho utilizzato definizioni del tutto personali e che chiunque abbia da eccepire o fare considerazioni a tal proposito è invitato a farle.
Naturalmente non è facile avere la possibilita’ e la fortuna di poterle vedere tutte, a meno che non fai il politico, il paraculo in qualche ambasciata/consolato/istituto per il commercio estero o il super manager in qualche azienda con molti soldi da spendere in viaggi d’affari.
Non rientro in nessuno dei casi sopra citati, ma ho avuto la fortuna di poterne visitare sei su dieci, che credo non sia cosi male.

Le cinque città maggiori, a mio modesto parere, sono, in ordine alfabetico, Dubai, Hong Kong, Shanghai, Singapore e Tokio; le cinque minori sono Bangkok, Beijing, Ho Chi Minh City, Jakarta, Manila.

La definizione di maggiori e minori non ha nulla a che fare con il numero di abitanti o la grandezza della città di per se, ma è solo una semplificazione che utilizzo per cercare di far capire il concetto che sto provando in qualche modo a descrivere.
Le cinque città che definisco maggiori, le considero tali in quanto rappresentano il moderno, cinque megalopoli che hanno segnato la storia, soprattutto economica, del mondo di questi ultimi 20 anni e che la stanno tutt’ora facendo (la storia), con un futuro davanti a se che al momento non sembra avere ostacoli.
Le cinque città minori, sono città che in qualche modo sono state protagoniste dell’ultimo mezzo secolo scorso, e non solo, e che stanno, ad oggi, vivendo una rinascita, un periodo di crescita economico-culturale senza precedenti, pur non avendo un ruolo di primissimo piano nell’economia mondiale, ma che si sono ritagliate uno spazio del tutto "personale".

Parto da queste ultime per giustificare questa mia breve e tutto sommato superficiale analisi, superficiale nel senso che non ho ancora avuto la possibilita’ di visitare alcune di queste città (Dubai, Jakarta, Manila e Tokio), ma che in qualche modo ne sono venuto a contatto grazie ad amici e persone che ho conosciuto e che ritengo mi abbiamo fatto capire moltissime cose di questi mondi ancora un po’ lontani da tutti noi.

Bangkok, capitale della Tailandia, la città degli angeli, simbolo di un grande passato nell’area del Sud Est Asiatico, centro nevralgico di grandi scambi commerciali sin da tempi lontanissimi, rappresenta oggi il simbolo più evidente del boom economico di questa parte del continente asiatico, secondo solo a quello che sta vivendo la Cina. Grazie al turismo, ma non solo, Bangkok rappresenta oggi il punto di connessione per eccellenza tra il mondo cosiddetto occidentale e quello orientale; non per nulla l’aeroporto di Bangkok è quello con il maggior traffico passeggeri dell’intera Asia, più di Hong e ancor più di Seoul e Tokio. Fare business a Bangkok rappresenta oggi uno dei migliori investimenti in Asia a costi accessibili, con la certezza di avere servizi efficienti e moderni. Venire per turismo, significa stare nel mezzo di una delle aree geografiche più affascinanti del Pianeta, il sud est asiatico appunto.
Beijing, capitale della Cina, città dormiente fino a pochi anni fa, la cosiddetta città della politica statale cinese, città che, grazie alle Olimpiadi, sta ritrovando l’antico splendore, facendo rinascire il suo meraviglioso passato.
Città simbolo di quello che il capitalismo comunista cinese rappresenta: posto un obiettivo, si lavora, giorno e notte, per raggiungerlo, senza compromessi di sorta e con la consapevolezza di fare qualcosa che rimarra’ nella storia del nostro secolo.
Vedere che cosa stanno costruendo per le Olimpiadi da un’immagine perfetta di una Cina che non sa solo copiare le idee altrui.
Ho Chi Minh City, seconda città per importanza dopo Hanoi, la Capitale, del Vietnam, ma prima città per importanza a livello economico, storico e culturale dell’ex Indocina.
Città simbolo della guerra del Vietnam, Saigon (vecchio nome della città), è oggi il cuore pulsante di un’economia che cresce a ritmi cinesi, senza per questo dimenticare il passato e facendo delle proprie tradizioni un punto di forza e di eccellenza.
Jakarta, capitale dell’Indonesia, il Paese asiatico con il più alto numero di musulmani, ca. 400 milioni.
Città che sta cambiando totalmente volto, è oggi l’esempio più efficace dell’evoluzione socio culturale, ma anche e soprattutto economica, che tutto il Continente asiatico sta vivendo.
Manila, capitale delle Filippine, une dei Paesi ancora un po’ ai confini, purtroppo, di questa crescita globale, Paese in cui la poverta’ è diffusa ed in cui si fatica a trovare la strada giusta per un futuro migliore. Il più grande Paese asiatico a religione cristiana, migliaia di Isole, paesaggi incantevoli popolati da gente, e non credo di sbagliare nello scriverlo, meravigliosa, gentile ed infinitamente altruista. Credo sia il popolo più bello, un popolo legato dall’amore per la propria cultura, che esprime con una delle Arti per eccellenza, la musica, che centinaia di band esportano in giro per mezzo mondo. Non c’è locale, albergo, discoteca qui in Asia, a Hong Kong, come a Shanghai, a Kolkata come a Singapore, in cui non ci sia un complesso filippino ad in trattenere il pubblico con la loro gioia di cantare e fare musica, sempre con il sorriso sulle labbra e con il pensiero rivolto alla propria terra.
Solo al Ned Kelly non abbiamo ancora avuto la fortuna di assistere ad un concerto di una band filippina.

 


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