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La Cina

18 Ottobre 2007
Eccomi, finalmente (!?!), dopo molto tempo.

Eccomi, per la prima volta, a scrivervi di Cina. La Repubblica Popolare Cinese, questo gigante che tanto fa parlare di se nel bene, ma soprattutto nel male.

Pochi giorni non bastano per raccontare La Cina, quindi vi parlero’ solo di un piccolissimo pezzo di questo Paese.
Keqiao Shaoxing*, la citta’ del tessile.

200.000 abitanti cinesi, tutti o quasi dedicati all’attivita’ principale per cui questa citta’ e’ stata voluta dal Governo Centrale cinese: il tessile. Alla faccia del biellese.
Qui si mangia, si beve, si dorme, si respira, si riproduce tessile e solo quello, o quasi.
Mentre altre citta’ nel mondo, come Bombay, New York, Milano, Londra, etc., si vantano di non dormire mai, Keqiao credo sia l’unica citta’ che si vanti di andare a letto presto. Alle 8.30, dopo il TG, tutti a fare la nanna. E qui non c’e’ neanche il carosello (forse). La sera, infatti, la citta’ si spopola, poche auto, poca gente, pochissimi locali, qualche ristorante, una passeggiata in riva al lago, centro naturale di questa citta’, e nulla piu’.

Un passo indietro.

La mia prima impressione, appena arrivato, e’ stata quella di vedere una citta’ abbastanza grande, ma quasi senza gente. Nei moltissimi palazzi di nuova costruzione che ci sono in centro citta’, pochi appartamenti sembrano essere abitati; infatti, e’ quasi tutto spento e non ci sono luci intorno. Forse gia’ alle 6 di sera tutti dormono, ma dubito. Chissa’ che qualcuno debba ancora arrivare ad abitare da queste parti, anche se sembra che qui la gente preferisca venirci per lavorare e poi, tutti a casa, nelle proprie citta’ di appartenenza. Questo si dice da queste parti. L’aspetto di citta’ di stampo comunista e’ abbastanza evidente, ma con sfumature di modernita’ assai sorprendenti.
La mia seconda impressione e’ una conferma della diceria che i cinesi sputano. Ebbene si. I cinesi sputano, e parecchio, sempre, in ogni luogo, all’occorrenza anche nell’ascensore dell’hotel se c’e’ qualcosa in mezzo ai denti. Non si smentiscono. Per onesta’ intellettuale, pero’, devo ammettere che lo fanno ne piu’ ne meno come i koreani e gli indiani, ai quali non mancano ben altre raffinatezze.
La mia terza impressione, e’ che i cinesi parlano sempre o quasi a voce alta. Al cellulare, di cui a volte potrebbero fare a meno, quando sono in gruppo, al ristorante, in ufficio, al mercato (qui va bene, altrimenti non si farebbe mercato). Urlano, urlano, urlano, spesso e volentieri. Sono un po’ terroni. Del resto qui siamo praticamente nel sud della Cina.
Queste le mie prime impressioni, diciamo quelle che in qualche modo confermano le mie aspettative.
E sono le uniche negative.

L’aspetto piu’ sorprendente di questa miei primi giorni da queste parti e’ che le persone qui sono molto gentili, carine, sorridenti e spontanee. Almeno con il sottoscritto, che a volte sembra arrivare da un mondo lontano e quasi a loro sconosciuto.
Quello che mi piace e’ che, dopo tanto tempo, forse quasi per la prima volta in vita mia, in ogni posto che vado, la gente mi saluta, mi sorride, mi guarda strano, ma senza il minimo astio.
Qui quasi nessuno parla inglese e farsi a capire, anche solo per ordinare una coca cola, a volte e’ cosa ardua, ma tutti cercano, in qualche modo, di mettercela tutta per aiutarti.
Entro nei ristoranti, nei caffe’, nei saloni per massaggi, cammino per strada, e tutti o quasi si girano a guardarmi: non ci sono molto stranieri da queste parti, anzi, direi proprio pochissimi; chi viene qui, ci viene per un giorno, va dal fornitore, poi se ne va. La gente del posto non e’ ancora abituata agli stranieri, per nulla. Questo li rende molto spontanei verso di me e soprattutto molto carini e gentili.
Questa cosa mi ha sorpreso, non mi aspettavo ancora di trovarmi in queste situazioni. La cosa mi piace.

La mia giornata tipo da queste parti e’ molto semplice.
Al mattino sveglia per lavorare (!??!), nel pomeriggio visita a qualche cliente (al mattino i boss non sono in ufficio) che pero’ non acquista nulla, alle 5.30 si va tutti a cena, cosa che il primo giorno, Domenica, mi ha creato qualche disagio, poiche’ avevo pranzato alle 2 del pomeriggio.
Si cena presto, non c’e’ bisogno di sottolinearlo, e si finisce, quindi, presto.
Il cibo e’ tipicamente cinese, nel senso che per la prima volta ho mangiato cose che assomigliano a quelle che si mangiano nei ristoranti cinesi dalle nostre parti, "nuvole" comprese. La cucina e’ leggera, molto riso, molte verdure, molte zuppe, molta carne, molto pollo, molto pesce, molto di tutto. Buono. Al momento non credo di aver mangiato nulla di strano, a parte un granchio che ho scelto nell’acquario e che dopo cinque minuti era nel mio piatto, stecchito. Per fortuna.
Passeggiata dopo cena.
Alle 7.30 rientro in hotel.
Che faccio fino a notte quando mi verra’ sonno? Vado in discoteca.
Alle 9.30 infatti si va nel locale di tendenza di zona, il "DND Cat’s Club". Mi sembrano essere le 2 di notte.
Il locale non e’ male, la gente anche qui mi guarda strano, ma non troppo.
La gente balla, gioca a dadi, beve e fuma (e sputa).
I ragazzi piu’ alla moda sono quelli che ballano a torso nudo, le ragazze non se ne accorgono neppure. Se mi mettessi io a ballare a torso nudo, sono convinto che qualcuno si accorgerebbe.
Si ordina alla cameriera del bancone, che alza il braccio, ti fa pagare e chiama un ragazzo che ti porta poi da bere. Il tutto in pochi secondi.
Si gioca a dadi, per passatempo, chi perde, per punizione, beve. Io perderei sempre. Anche se poi si paga il bere.
La bevanda trendy e’ un miscuglio siffatto: una bottiglia di vino, una lattina di sprite, ghiaccio, il tutto versato in una caraffa e mescolato. Viene fuori una cosa dolce. Credo sia una specie di sangria cinese. Non fa cosi’ schifo, ma neanche la consiglierei al Galileo di Biella.
Si mangia frutta, di vario genere, i semi si sputano a terra. Si sgranocchiano anche delle cose che non so cosa siano.
La sera va avanti tranquilla, il dj che butta su buona musica da discoteca a tutto volume, una speaker che ogni tanto si mette a cantare canzoni romantiche cinesi, due ballerine, che oltre che a bere coi clienti, cosa che fanno abbondantemente anche le ragazze che lavorano al bancone, che ogni tanto si piazzano nel palco in mezzo al locale, circondato dal bancone del bar, e si muovono tentando di ballare. Fanno del loro meglio e per questo le apprezzo.
Alle 11.30 il sottoscritto torna in hotel.
Nella strada verso il ritorno, oltre a diversi punti ristoro, cosa comune qui in Asia dove la gente mangia ad ogni ora del giorno e della notte, per la poca gente che c’e’ in strada, e’ impossibile non notare quella che e’ la seconda attivita’ commerciale della zona: i saloni da parrucchieri per uomo e donna. Unisex, insomma. E’ pieno e lavorano sempre.
Un paio di ragazze aprono la porta e ti accolgono, in ogni bar e ristorante c’e’ qualcuno all’ingresso che ti aspetta, poi si decide a che parrucchiere rivolgersi. Non conosco i dettagli, poiche’ non ho esperienza, ma due sono le caratteristiche di questi posti:
musica sparata in strada a tutto volume (non la notte);
e video che fanno da TV/computer per il cliente che non sa come passare il tempo mentre gli si taglia i capelli.

E’ mezzanotte e si va a dormire.

In un paio di occasioni, prima di cena, ho deciso di andare a farmi fare un massaggio ai piedi che da queste parti e’ cosa di lunga e nobile tradizione.
Il salone e’ molto bello, grande, ci saranno almento 60 ragazze e ragazzi che lavorano e che alle 5.30 del pomeriggio fanno l’appello; mi e’ capitato di assistere, mentre cercavo di chiedere la ricevuta alla cassa, e tutti o quasi si sono messi a sorridere, facendo inkazzare il capobanda che stava tentando di dare una parvenza di serieta’ alla cosa, cosa che qui e’ presa molto sul serio, ma la mia presenza credo abbia arrecato qualche disturbo. Oltre all’appello si fa il punto della situazione su quelli che sono gli incarichi, le responsabilita’, etc. Ho visto fare una cosa del genere anche con il personale di un ristorante. Siamo pur sempre in un Paese comunista dove le regole sono ragione di vita.
Il massaggio ai piedi e’ bellissimo, neanche a dirlo. Defaticante, per quanto non sia molto affaticato in questi giorni. 90 minuti, 4.50 euro. Massaggio completo, 120 minuti, 11 Euro.

Note di colore.
Per strada ci sono ancora diverse biciclette, molti bici-rickshaw che costano veramente nulla rispetto alla fatica che quei poveretti fanno per portare la gente; per quanto i cinesi non sono molto grossi e pesanti e ci sono poche salite, non e’ un lavoro riposante. Quando devono portare me… io li pago un po’ piu’ della normale tariffa.
I taxi sono dotati di gabbia per l’autista.
La gente suona di continuo i clacson, ma non cosi’ tanto come in India, anche perche’ c’e’ poco traffico ancora.
Ogni sera, ma mi e’ capitato anche la mattina, c’e’ qualcuno che spara fuochi d’artificio: vabbe’ che li hanno inventati da quete parti, ma al mattino alle 7, con il sole, proprio non li avevo visti. Neanche stavolta li ho visti a dire il vero.
Il cappuccino non e’ male.
Il te si beve con le foglie che galleggiano nell’acqua bollente.
I bar vendono mazzi di carte.
I pescatori alla sera pescano in riva al lago.
Il personale d’ufficio, dei ristoranti, dei saloni di bellezza, dei negozi, dei cafe, vestono tutti una divisa.
Adesso sono stanco e vado a dormire, non prima del pensiero della buona notte.

Plovelbio cinese. Se taldi la sela a dolmile andlai, la mattina sveglilti plesto non potlai.
E’ una cazzata, lo so, ma non sapevo come chiudere.
ciaooooooooooooooooooooooooooo
c.


*(per chi ne vuole sapere di piu’ clikki il link http://www.sx.gov.cn/enportal/article_list.jsp?catalog_id=20050912000055)

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