Home > On the road > Da Hollywood a Bhollywood

Da Hollywood a Bhollywood

14 Agosto 2006


Da Hollywood a Bhollywood

Eccomi qui a raccontarvi “brevemente” la mia esperienza in un cinema indiano, cosa che vale la pena fare almeno una volta nella vita.
Se una decina di giorni fa mi ritrovavo nella Mecca del cinema a vedere “Superman returns”, sabato sera mi sono ritrovato a Coimbatore, conosciutissima (!?!) anche come la Manchester dell’India, a vedere “Kabhi Alvida Naa, Kehna” (“Mai dire Addio”), blockbuster indiano che vede tra i protagonisti, i due maggiori divi della scena locale: Amitabh Bachchan (il papà)e suo figlio Abhishek (in seguito chiamato cornuto o figo).
Tre ore e mezza di film, in lingua Hindi, che qui cercherò di riassumere sempre “brevemente”; ecco la storia.
Questa e’ la storia di un amore che rompe tutte le relazioni, cosi recita il sopratitolo al film.
Ci sono due coppie, un padre single ed una madre single, più un figlioletto un po’ sfigato.
N.Y. 4 anni prima.
Un giocatore di calcio all’apice della carriera, la fidanzata ha appena trovato un lavoro come giornalista qui nella Grande Mela; l’altro, ricco ereditiere che si sta per sposare. Il giocatore, finita la sua ultima partita dove si rende protagonista di azione con calcio di rigore annesso, riceve la telefonata della fidanzata che gli comunica del suo nuovo lavoro. Lui se ne va a camminare in un parco, dove incontra la futura sposa dell’altro; lei un po’ triste, lui la fa sorridere; i due si salutano, ma continuano a voltarsi per cercare lo sguardo dell’altro: e’ amore a prima vista, ma gli eventi li separano. Lui felice, con la testa tra le nuvole, esce dal parco ed una macchina lo prende sotto: fine della carriera.
N.Y.: 4 anni dopo.
Le due coppie sono ormai consolidate, ma durante un ricevimento si incontrano tutti e 4, compresi la mamma di una lei ed il padre di un lui (non il giocatore, l’altro). Scatta la scintilla tra i due di prima, che, vivendo una vita coniugale non troppo felice, tra una cosa e l’altra si incontrano sempre per caso tra le strade della città. Il giocatore e’ ormai un allenatore di una squadra di ragazzini scarsa (sono tutti indiani), che cerca la grande occasione; la moglie e’ una donna in carriera ormai, direttrice di una rivista femminile.
L’altro a capo di una società, che si prende anche cura del padre, inguaribile donnaiolo a cui piacciono le ragazzine ventenni.
Si va avanti cono lunghi dialoghi e scenette da commedia italiana anni settanta.
Finché le due coppie, con al seguito mamma e papà, si ritrovano in una discoteca, dove arriva la prima e molto bella scena di ballo, tipica dei film indiani: coreografia eccezionale, bei ritmi, canzone molto orecchiabile: padre e figlio sono i protagonisti della scena, ballano e cantano.
Il film va avanti, le due coppie sono sempre più in crisi; dramma di metà film: le due coppie si ritrovano nello stesso ristorante, all’insaputa l’una dell’atra, ma i due amanti si cercano con sguardi fugaci. Si ritorna a casa, serata indimenticabile per i due non amanti, ma con la scusa della carriera di lei e del lavoro di lui, le due coppie litigano furiosamente e se ne vanno ognuno per conto loro a farsi un giro in città: l’ex giocatore incontra l’altra alla stazione deserta dei treni. Lui dichiara di amare lei… ma si devono ancora una volta lasciare.
FINE PRIMO TEMPO
pop corn, bibite, patatine, pisciata nel bagno più sporco che abbia mai visto in vita mia: le nostre stazioni sono hotel a 5 stelle. Ci si sgranchisce le gambe, due passi, e…
SECONDO TEMPO
Le due coppie sono quasi scoppiate. Il papà di lui e la mamma dell’altra (quelli che non si sono innamorati l’un l’altro) cercano di rimettere le cose a posto; intanto anche tra di loro nasce un’amicizia, solo amici, perché il padre cambia ragazzina ogni settimana.
Intanto gli altri due diventano amanti, all’insaputa dei loro rispettivi coniugi; s’incontrano sempre più spesso, questa volta non a caso, etc.
Intanto gli altri due diventano amici e si confidano che sono ancora innamorati dei rispettivi coniugi, nonostante la crisi. L’ex calciatore da appuntamento all’amante, ma nel frattempo anche la moglie fa la stessa strada dell’amante, attraversano la strada insieme senza vedersi, ma entrambi guardando lui che le attende dall’altra parte con un mazzo di rose, scena lentissima e drammone sfiorato: quasi si incontrano, ma quando l’amante si accorge della moglie, si gira e se ne va, mentre lui va dalla moglie e le da le rose; dopo 2 minuti saluta. Se ne torna dall’amante, un po’ triste, ma le regala una rosa. Cosi le cose non possono andare avanti.
Lei torna a casa dal marito che scopre la rosa, ma lui non si incazza molto. Il giorno dopo le fa trovare la casa piena di fiori. Intanto anche l’altra cerca di riconquistarsi il suo calciatore.
Mentre i due cornuti sono in discoteca (e il collegamento con la loro infelicità non mi e’ molto chiaro), con tanto di scena di musica e danze con Dj impersonato da un qualche divo indiano alla cui vista il pubblico urla, gli altri due si ritrovano in un hotel.
Ma ormai le cose non funzionano.
Intanto il padre di lui e la madre di lei, scoprono i due amanti, sempre in circostanze casuali in giro per la città. (del resto N.Y. e’ un grande paese…). Imbarazzo totale. Loro sono i genitori dei due coniugi cornuti, tanto per chiarire.
Ancora un dramma.
Nel bel mezzo del nulla, nella notte al padre viene un infarto (forse per i ritmi troppo frenetici che deve sostenere per accontentare le voglie delle ragazzine che si porta a letto). Tutti corrono all’ospedale.
Il figlio rimane solo, neanche per rispetto del padre, la moglie si reinnamora di lui. Lei riferisce del dramma all’amante.
Ma il peggio sta per venire.
I due cornuti scoprono la tresca dei rispettivi coniugi. E’ Separazione. Ma nessuno e’ felice.
Lei sta per andare da qualche parte tipo Philadelphia (non idea del perché Philadelphia), il cornuto continua a lavorare. L’ex calciatore riesce ad avere un contratto in una squadra di Toronto. L’ex moglie e’ sempre più in carriera, un suo collega ci prova, ma lei lo rifiuta.
I due amanti vedono che le cose non possono andare avanti cosi.
Lei insegue lui alla stazione, dove l’ex calciatore e’ ormai sul treno per Toronto; lui non vuole farsi trovare da lei, si nasconde, ma mentre il treno parte lei lo vede dal finestrino. Lui quasi non la guarda. Lui seduto, il treno parte, lei rimane sola, passa il treno, lui ricompare dietro di lei (mah!?!).

3 anni dopo
Lei vive da sola a Philadelphia, credo; l’ex marito la va a trovare e le porta la foto, che sembra essere una delle migliaia in cui Bachchan compare come testimonial di una qualsiasi cosa qui in india, del padre: i due si ritrovano, si abbracciano. Ma indietro non si torna.
Intanto l’ex calciatore questa volta parte davvero per qualche posto. Riconquista il figlio che pero’ deve lasciare. Ho trascurato un po’ il figlioletto, ma pazienza.
Il film finisce che:
Ad una festa il figo ex cornuto vive con un’altra donna, bianca.
L’ex moglie in carriera sta con la mamma.
Gli altri due si incontrano ancora in una N.Y. che fa da sfondo alla scena finale che mi sono più o meno perso perché qui la gente se ne stava già uscendo dal cinema…
Tre ore e mezza di film e questi qui se ne vanno dalla sala a 5 minuti dalla fine: valli a capire sti indiani.

Alcune curiosità

I dialoghi sono spesso lunghissimi, non manca mai il monologo recitato dal principale attore del film; tutto è lento e tutto viene dettagliato nei minimi particolari, altrimenti 3 ore e mezza non avrebbero alcun senso vista la debolezza della trama che ricorda i nostri film anni settanta.
L?uso degli effetti sonori (es. pernacchia o similari) è limitato ad alcune scene che si svolgono tipo ?gag degli equivoci?.
Non vi sono altri attori se non i sei protagonisti; tutti gli altri sono solo comparse.
In genere i ?bianchi? sono molto bianchi, quasi tutti pallidissimi, un po? sfigati e bruttini. Siano essi donne o uomini.
La recitazione è veramente di basso livello, sembra in alcuni momenti di rivivere scene alla lino banfi e alvaro vitali, ma peggio recitate; le donne (escluse le protagoniste che sono un minimo gravine) recitano come delle pornostar.
Almeno tre/quattro scene di ballo e canto, tutte molto belle e coreografiche, anche se doppiate malissimo.
L?audio della sala cinematografica è altissimo, anche perché qui si usa rispondere e parlare al cellulare, i bambini piangono o parlano, etc. Quindi più l?audio è alto, più la gente urla.
La gente partecipa al film in maniera marginale: forse anche perché questo film in realtà non è piaciuto molto. Da notare che se qualche ?star? locale fa la sua comparsata (come in questo film), la gente grida e applaude.
Film questo ad alto budget per essere un film indiano: girato interamente a New York, anche se per le scene credo che non siano stati utilizzate più di tre/quattro diverse locations.
La regia a volte se la cava bene, soprattutto nelle scene di danza (sono molto bravi), ma spesso è abbastanza banale e scontata: inquadrature fisse con grandi zumate, primi piani banali, non c?è molto ritmo. Anche perché il film non lo richiede. Su questo punto mi piacerebbe vedere un film d?azione.
Dialoghi… su questo non posso dire nulla: il film in lingua hindi mi ha permesso di capire la trama, ma mi sono perso il 98% di ciò che si sono detti gli attori tra di loro, immaginazione a parte; a volte gli attori usano espressioni in lingua inglese, fa parte anche del loro modo di parlare.
Il look degli attori è sempre lo stesso, qualsiasi essa sia la scena: la capigliatura, sia che si trovino sotto una pioggia grondante o in discoteca, è sempre la medesima. Sia quella di protagonisti maschi, soprattutto, ma anche quella delle donne.
Ambienti sempre molto ricchi, ville che sembrano castelli, appartamenti modernissimi dotati di ogni comfort ed arredati in maniera moderna; il personale di servizio rigorosamente ?bianco?.
N.Y. sembra una città pulitissima e magari lo è anche, ma non mi risulta: credo che però il pubblico questa cosa non la noti molto, visto come sono le città qui in India.
Tutto sommato 3 ore e mezza molto interessanti, non mi sono neanche addormentato, viste anche le poltroncine più scomode che al Mazzini sala 1 (quella sopra).
Teatro dotato di Aria condizionata, che in realtà sono quattro ventole appese al soffitto e non funzionanti; vi lascio immaginare l?aria dopo che un migliaio di persone hanno affollato la sala e respirato e fatto altri tipi di versi per quasi quattro ore, al terzo spettacolo della giornata.
Primo spettacolo ore 11.30, secondo ore 15.00, terzo ore 18.30, quarto ore 22.00.
Prezzi: 80 rupie first class (platea), 90 rupie balcony (galleria), 100 rupie Boxes (prive), ma non presenti al momento. (1 Euro = 57 Rupie ca. Fate voi i conti)
In tre ore e mezza di film, nonostante che l?amore che distrugge ogni relazione sia al centro di tutto, una scena d?amore appena accennata e recitata come se fosse una gag, ma mai neanche un bacio sulle labbra, troppo presto da queste parti: anche questa è India.
Ciao
Riferimenti: Il sito del film

Categorie:On the road Tag: ,
I commenti sono chiusi.