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Welcome to the Hotel California – seconda parte

4 Agosto 2006


Detto tutto o quasi su quelle che sono le buone maniere americane, almeno di chi vive da queste parti, è giusto concentrarsi un attimo su quelle che sono le manie di questa gente.
Prima di tutto una premessa.
Los Angeles è un?immensa città fatta di grandi città, in cui tutto il mondo o quasi ci si ritrova a farne parte; infatti girando in auto ci si può ritrovare in Thai Town, Little Armenia, Chinatown, Little Tokyo, Filippinoland, Korean Town, passando da Venice Beach e da Florence e chi più ne ha più ne può mettere, perché qui tutti sono parte di questo mondo a parte che è Los Angeles.
Detto questo, la definizione di americano qui è un po? semplicistica, ma comunque funziona, del resto sono negli U.S.A..

Manie e piccole abitudini.
Innanzitutto da queste parti ti servono ogni cosa con contorno di patatine fritte; non credo di averne mai mangiate cosi tante nel giro di una settimana. Credo che allo Starbucks coffee ci sia la possibilità di avere cappuccino e patatine e se potessero te le servirebbero come contorno ad un?insalata mista… non ne posso più!
Il McDonald?s, che nel nostro immaginario comune è un posto dove le famiglie con bambini vanno per passare 5 minuti in allegria, è in generale un postaccio. Credo che gli unici frequentatori, sottoscritto a parte, siano coloro che non si possono permetter altri tipi di pasti. La coca cola è distribuita in un self service, ne puoi bere quanta ne vuoi; ti danno il bicchiere vuoto e poi ne fai quello che vuoi, compreso consegnarlo al barbone che aspetta fuori, che poi entra e se lo riempie di ciò che più gli pare… Il mondo è proprio strano, lo si vede da queste piccole cose: qui la gente più povera frequenta i McDonald?s, in India ci vanno quelli più ricchi! Tanto per fare un esempio di marketing.
Da queste parti vanno pazzi o quasi per il caffé e affini di Starbucks & Co. Anche io sono frequentatore; del resto quando c?è da immedesimarsi nella cultura di un posto, io sono il primo. Spesso e volentieri si ordina un bel bicchierone di cappuccino, lo si porta via, lo si mette in auto e via: musica e caffé, si parte.
Un?altra tipica usanza americana, esportata anche in Mexico, è la mancia: qui è d?obbligo e guai se non la si lascia, subito te lo fanno notare; la mancia può essere descritta come ?tip? o ?gratuity?, ma la sostanza non cambia. Comunque, piuttosto che pagare un inutile coperto, preferisco dare la mancia a chi lavora, mancia che è una buona parte del guadagno di chi lavora da queste parti.
È anche possibile ritrovarsi in un albergo giapponese, gestito da giapponesi e pieno di americani giapponesi, che, come i miei amici coreani, sono un po? storditi; l?altro giorno hanno fatto sparire il business center nel giro di un paio di ore, senza nessun preavviso. Qui hanno rimodernato le camere, ma si sono dimenticati di metterci una linea internet… Non ho mai capito come questa gente abbia potuto fare tutto quello che ha fatto negli ultimi trent?anni.

Suggerimenti vari ed eventuali
A Santa Monica è cosa interessante noleggiare una bici: si ha la possibilità di visitare un po? tutta la costa, che tutto sommato, pur non essendo le cinque terre, vale la pena vedere.
Se ci si trova al Chinese Theatre, quello dove nella piazza di fronte ci sono le impronte dei divi hollywoodiani, sconsiglio di andare a vedere un film; nonostante che la sala del teatro sia magnifica, sembra di essere al Verdi di Candelo nelle serate d?essai. Nessuno o quasi.
Fare attenzione a dove si parcheggia la macchina, c?è il concreto rischio di perderla, nel senso che non si trova più il parcheggio nel quale è stata posteggiata. Mi è capitato in Hollywood e non è cosa piacevole. Qui tutto è grande, bisogna sempre fare attenzione a prendersi dei punti di riferimento precisi.
Comunque Los Angeles è una città molto semplice da girare in auto; nel giro di un paio di ore si riesce a capire come affrontare le strade e le freeways.
A Venice Beach c?è la famosa palestra su spiaggia: niente di che. Quattro personaggi in croce che si atteggiano a Hulk senza peraltro esserlo; comunque più grossi di me.
Purtroppo anche Los Angeles è piena di coreani. L?unico possibile cliente che mi ha trattato di merda è stato proprio un coreano: appena capito che non gli interessava la mia roba mi ha mandato via. Senza complimenti. Azienda comunque moderna: nessuno che parlasse inglese… forse non si sono accorti di non essere a Seoul. Vabbe, a loro basta essere chiusi in una stanza e lavorare per un po? di kimchi.
I pochi locali a luci rosse che ci sono a Hollywood Boulevard, portano scritte in cinese e koreano: del resto, per loro queste cose, sono cose dell?altro mondo. Beati loro. Dream of Californication.

From left top clockwise:
Ermenegildo Zegna shop in Rodeo Drive
Jim Morrison murales in Venice beach
L.A. b&w panoramic view from Mulholland Drive
Kodak Theatre square
Commercial night set in Downtown L.A.

  1. paradisee
    6 Agosto 2006 a 21:00 | #1

    Bello…qsto tua panoramika…su los Angeles, i suoi abitanti e i modi di fare mi ha deliziato!!Belli davvero i tuoi post Cristiano!!Grazie di essere passato nel mio!!Un bacioniximo tutto italiano!Ciaooo…torna a trovarmi…km io farò kn te!!

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