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Mexico 2006

4 Agosto 2006


Non mi dilungherò moltissimo, non ci sono molte cose da aggiungere a ciò che ho già scritto di questa parte di Messico che ho avuto la possibilità di visitare.
Atterrato a Città del Messico, questa volta in un aeroporto completamente ristrutturato rispetto lo scorso anno, e pensare che da noi ci mettono vent?anni per fare una strada, ancora volta luce verde al controllo bagagli e via per una nuova avventura messicana. Sei giorni tra Città del Messico e Puebla, sei giorni fatti soprattutto di lavoro.
Il Messico è un posto strano, a metà strada tra quello che è america e quello che è europa; i messicani sono brava gente, disponibile, gentile, abbastanza educati, un po? terroni, ma tutto sommato buoni come il pane.
La capitale in questi giorni è in fermento per le recenti elezioni del Presidente della Repubblica: il problema è che anche qui i voti di differenza tra i due maggiori candidati sono stati pochissimi e i dibattiti, le polemiche, i cortei ancora vanno avanti a diverse settimane dal voto. Mi sembra di avere già vissuto questo periodo.
Comunque non è di politica che si parla da queste parti.
A Città del Messico ancora fortissimi sono i contrasti tra chi muore di fame, lavora per le strade ed i ricchi che vivono nei quartieri eleganti; tra i mestieri che capita di vedere più spesso girando in macchina nel mostruoso traffico cittadino, ci sono in ordine sparso:
venditori di cruciverba
venditori di giornali
venditori di schede telefoniche (?!?)
venditori di manine gratta schiena
venditori di ogni genere di alimento, qualsiasi sia il tempo: caldo soffocante o pioggia
venditori di bibite con borsa frigo al seguito
suonatori di fisarmonica e pianole varie, con eventuale cantante al seguito
parcheggiatori modello america con bandierina in mano che indicano l?ingresso del parcheggio spesso nascosto tra i palazzi; nei parcheggi non ti parcheggi da solo l?auto, ma lo lasci fare a degli addetti che magari hanno voglia di ascoltare un po? di musica mentre lavorano e ti scaricano la batteria..
venditori ambulanti tra una corsia e l?altra delle trafficatissime strade in cui la gente guida come in circuito di Formula 1, ma il più delle volte a caso: sorpassi a destra e sinistra, come capita, a velocità folle. Questo è uno dei mestieri che richiede più manodopera. Chissà perché?!
Povera gente, ma questa ce n?è in ogni dove, in tutto il mondo, compresa sull?ocean view di Santa Monica a Los Angeles.
Purtroppo tutti questi mestieri possono essere fatti sia da donne, uomini, ragazzi e bambini, non c?è differenza. Questa è in fondo un po? la parte triste della cosa. Tanti bimbi, nonostante il generale discreto livello economico raggiunto dal Messico negli ultimi vent?anni, ancora senza meta, senza famiglia, senza futuro. Anche qui non si fa l?elemosina, piuttosto qualcosa da mangiare.
Città del Messico ha più di una faccia.
Quartieri ricchissimi, elegantissimi, soprattutto intorno al centro della città e quartieri immensi fatti di case più o meno resistenti agli eventi atmosferici.
Donne e Tiziano Ferro.
Qualche mese fa un piccolo incidente di percorso è occorso al nostro amatissimo cantante; ad una domanda sulle fans d?oltreoceano messicane, Tiziano ha beatamente risposto che qui le mujeres hanno i baffi. Sono bastati tre secondi per giocarsi un mercato dove vendeva centinaia di migliaia di cd; infatti lo scorso anno per radio capitava sempre di sentire qualche sua canzone, quest?anno è stato praticamente messo al bando. Cazzi suoi.
Le ragazze non sono tra le più belle che ho visto in vita mia, ma ci sono gran belle ragazze, magari un piccoline, ma dai lineamenti molto particolari: del resto anche loro sono latini e si vede.
Qui il clima in questa stagione è fresco, sembra primavera; la cosa è dovuto all?influenza dei tifoni e simili che in questo periodo affollano il Golfo del Messico.
Si mangia bene qui in Messico.
Mi piace la cucina messicana, piccante come non mai, ma anche e soprattutto la carne, proveniente dall?Argentina.
A Puebla ci sono diversi ristoranti dove poter gustare una carne favolosa, accompagnata da Tequila e vino (carissimo) o birra.
Altra specialità è il taco arabe, che è una specie di kebab in stile messicano.
I locali sono frequentatissimi, quasi tutte le sere della settimana; l?atmosfera è caliente. Le ragazze del bar ti sorridono, ma non te la danno.
L?altra sera mi è capitato di mangiare in n ristornate di fronte al quale stavano girando una scena di una famosa telenovela messicana; ore di preparativi per 30 secondi di scena. L?attore, Pablo Montero, è un po? l?Antonio Banderas messicano. Molto meno figo ed un po? ciccione. Dopo il duro lavoro, cena nel tavolo di fianco al mio. Fuori la gente che voleva un autografo, io neanche l?ho cagato: del resto non avevo nessuna idea di chi fosse.
Un personaggio, un grande, invece l?ho visto da vicino: Alessandro Zanardi. Nel weekend appena trascorso a Puebla vi è stata una gara di livello internazionale di Gran Turismo.
Cos?altro aggiungere di questa bella cittadina di un milione di abitanti, niente di particolare, se non che l?atmosfera è amichevole e la gente non risparmia mai di farti un sorriso, anche chi avrebbe tutt?altro a cui pensare.
Questo è un po? il mio piccolo Messico, questo è un po? il Messico del 2006.

From left top clockkwise
Plaza de la Revolucion – Ciudad de Mexico
Streets vendors – Ciudad de Mexico
Vulcano – Puebla
Alex Zanardi signing autographs – Puebla
Mexican soups – Autopista Puebla – Mexico

ciao

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