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Archivio Aprile 2006

Drinking Porto in the harbor of Porto

17 Aprile 2006 Commenti chiusi


Actually I have not seen the harbor of Porto, but I drank Porto in a restaurant near the river, close to the harbor, which is a bit far away.

Landed after three hours flight, with Portugalia airlines, where I seated in a very small seat, I took a taxi and I went to rua Alegria where my hotel is located.

The place is interesting ?cause is very close to the city center, to rua Caterina, that looks like our via Italia in Biella, but with not so many underwear shops.
First of all I got inside a shopping mall, the biggest one in the area? Asia changed me a lot; I can?t survive without visiting shopping malls: this is life.

I can say that Porto and its historical centre (world Heritage site according to UNESCO) is wonderful; you can breath the history in the air, in every corner, in every spot of the city, each road seems to make history of this glorious Country alive.
Walking for a while, I arrived to Ribeira, the ancient part of the city near the river Douro.

For all about historical facts regarding the city, click the link below.
It is not my duty bothering you with tourist information you can easily find somewhere else.

Suddenly I walked around the city and I took a lot of photos; the city in the night is simply beautiful. I was starving, ?cause I did not take the lunch served in the aircraft, and I tried to find a typical place for dinner; an advise: never looking for typical places, you can easily find only foreigners who are looking for typical places, where food is not good, it is not typical, but at least sometimes quite cheap.
I sometimes make this mistake; I found a tavern, all kitsch decorated with useless things, including a cash collection hanged on a wood beams: ?I don?t think I can find Korean won?? I thought and when I raise the head, I noticed one! The beginning of the dinner was not so lucky.
I ordered a bottle of Porto.
The typical dinner was going on and after few minutes I noticed that near my table 4 Italian people from Turin were talking about teachers during secondary school? I fed up about them and I sent sms from my mobile about my neighbors?.
I ate the food, I drank as much Porto as I could, but I couldn?t finish the bottle and I went away as soon as possible.

I took a walk; I crossed a giant iron bridge that reminded me something like the Tour Eiffel: this bridge in the night is fully lighted and can be admired in all its beauty.
The old town, the Ribeira, takes your breath away for its dramatic splendor: its quite a while I couldn?t have the chance to admire something ?European?; nothing you can compare with Asia?s spots (i.e. Hong Kong): the only thing in common is that you can remain without breath.

Sunday I had lunch in the same restaurant close the river where Francois Mitterrand (former French President) went few years before; menu price in a such a cool place was around Euro 36? about the price of a Pizza and coke and cake and espresso in Biella.
Everything here in Portugal is less expensive than in Italy, even because salaries are cheaper than here; anyway, I was surprised as well when I paid a Lavazza espresso almost half price than in Italy. ?Foreign? brands should be more expensive abroad than in the origin Country, but probably when we talk about Italy, things never are logical.

At the restaurant they always serve something you did not order, like appetizers, cheese, ham, seafood snacks: you can either eat them or not. If you don eat, of course you won?t pay it. Do not be forgotten to leave the tip. Service charge is not applied.

I left Porto to travel in the north of Portugal, actually not far from the city; I drove around a region of green hills, graveyards and textile farms: it seems to be around Biella.
I also visited Guimaraes, where Italy national team played against Denmark and Bulgaria during European Championship in 2004.
In Guimaraes, where I am writing this post, there is a wall where it?s written ?Aqui nasceu Portugal? (Here Portugal was born): it?s interesting discovering that a Country can be born on a wall.
I should mention a very nice and cozy cervejaria (pub), where I had dinner and drank local beer watching AC Milan ? Olympique Lyon football match; nobody noticed that I was Italian until AC Milan scored the last goal and the AC Milan fan inside me went out.

Visiting customers, selling my products speaking a Spanish, English and Italian mixed Esperanto, including two words in Portuguese, I learn to appreciate the Portuguese language, not so different from Italian language.
Some things I have learned in a week:
1. there is not the sound ?che? ? ?ce? like in Spanish.
2. the days of the week have an interesting name; segunda (second) feira – Monday, terca (third) feira – Tuesday, quarta (fourth) feira – Wednesday, quinta (fifth) feira – Thursday, sesta (sixth) feira ? Friday and its very hard to understand the meaning without any key?
The word feira means market, the name indicates in which day of the week and in which place there used to be the market. Something like this.

I should learn more in a week, anyway?
I never tasted the bachalau, I prefer much more a good dish with meat: here meat is simply delicious.
See you next time.
Bye bye.
(Guimaraes, 7 April 2006)

In the photo
From Porto, through Guimaraes, to Atlantic Ocean.
Riferimenti: Porto on Wikipedia.org

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Mestieri Koreani

17 Aprile 2006 Commenti chiusi


Non solo tecnologia.

Not only IT.

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Lanterne a Taipei (ed in Portogallo)

17 Aprile 2006 Commenti chiusi


… torta di compleanno circondata da lanterne rosse.

… birthday cake surrounded by red lanterns.

Bevendo Porto nel porto di Porto

7 Aprile 2006 2 commenti


Per la verita’ il porto di Porto non l’ho visto, ma ho bevuto Porto a Porto in un ristorante in riva al fiume, vicino al Porto, che stava poco piu’ in la’.

Atterrato dopo un volo Portugalia di quasi tre ore seduto in un sedile che la poltrona del cinema Mazzini sala 1 (quella che sta di sopra) sembra essere un divano, prendo un taxi e vado nella rua de Alegria dove sta il mio hotel tre stelle.

La cosa bella del posto e’ che sto letteralmente a due passi dal centro della citta’, dalla rua Caterina che e’ un po’ la nostra via Italia: la differenza e’ che qui non ci sono solo negozi di mutandine.
Subito me entro al centro commerciale, l’Asia mi ha proprio cambiato, non posso resistere senza entrare in un shopping mall… questa e’ la vita.

Senza dilungarmi troppo, posso dire che Porto, o almeno il suo centro storico, Patrimonio mondiale dell’Umanita’ (anche se credo si stia un po’ esagerando con sti patrimoni mondiali: fra un po’ fanno patrimonio mondiale dell’Umanita’ anche l’Esselunga di Biella!), e’ bellissimo; e’ una citta’ dove la storia la respiri nell’aria, ogni angolo, ogni vicolo, ogni strada rappresenta un pezzo di storia di questo Paese dal passato senza dubbio glorioso.
Camminando, camminando, non troppo per la verita’, si arriva alla zona chiamata Ribeira, che e’ la parte antica che costeggia il fiume Douro.

- Per tutto cio’ che riguarda la storia di questa citta’ ed informazioni varie, vi rimando al link qui sotto. Non e’ mio compito annoiarvi con informazioni turistiche che si posso facilmente trovare altrove -

Da subito cammino e scatto decine di foto, la citta’ di notte e’ fantastica, ma preso dai morsi della fame, poiche’ ho saltato il pranzo luculliano offertomi in aereo, mi butto alla ricerca di un posto tipico: mai cercare posti tipici, si rischia di trovare gente che cerca posti tipici, tutta straniera, dove si mangia abbastanza da schifo, ma almeno in questo caso, costa poco.
Purtroppo a volte cado anche io in questo errore; infatti mi sono imbattutto in una specie di taverna, tutta decorata di cose inutili, compresa una collezioni di banconote appese alle travi di legno – “non ci saranno mica Won koreani… ” alzo la testa e subito ne vedo uno! La serata inizia gia’ con il piede sbagliato -, ordino subito una bottiglia di Porto, di qualche probabile sottomarca di cui ignoro la provenienza.
Per continuare la splendida cena a base di cose tipiche, ecco che vicino a me mi accorgo che ci sono quattro torinesi (2 ragazzi, una ragazza ed una mamma/professoressa, boh!?!) che parlano di professori di Liceo… stracciandomi i coglioni fino all’inverosimile, tanto che mando sms sul tema a raffica.
Mangio, soprattutto bevo, ma non riesco a finire la bottiglia, e me ne vado appena posso.

Faccio una passeggiata, attraverso un ponte di ferro gigantesco, che mi ricorda in qualche modo una specie di Tour Eiffel fatta a mo di ponte: un ponte che di notte si puo’ ammirare in tutta la sua possenza e bellezza.
La citta’ vecchia, la Ribeira, da qualunque punto di vista la si veda prende il fiato per la sua bellezza: e’ da un po’ che non mi capitava di ammirare qualcosa di europeo, nulla di paragonabile a quello che e’ l’Asia, a quello che e’ per esempio Hong Kong: l’unica cosa in comune e’ che si rimane in qualche modo senza fiato.

Da segnalare che Domenica, giornata bellissima, ho pranzato nello stesso Ristorante dove c’e’ stato anche Mitterand, quello vero, in riva al fiume; costo del pranzo in un posto cosi’ figo: Euro 36 ca., un po’ piu’ che a Biella per mangiare una pizza con birra dolce e caffe’.
Tutto costa meno da queste parti, anche perche’ gli stipendi sono mediamente piu’ bassi che in Italia; sorprende lo stesso che un caffe’ Lavazza pero’ qui costi 50 Cents e da noi quasi il doppio… di solito le cose “estere” dovrebbero costare di piu’ che nel Paese di origine, ma evidentemente quando si tratta di fare i conti con la nostra Italia non sempre le cose hanno una logica.

Al ristorante (almeno in quelli che vanno al dila’ della piola tradizionale) ti portano sempre qualcosa che non hai ordinato come antipasto o stuzzichini, affettati con del formaggio, delle tartine, magari degli antipasti di mare: se vuoi te lo mangi, altrimenti lo lasci li’ e naturalmente non lo paghi; da non dimenticare: si deve lasciare la mancia. Il coperto c’e’ e non c’e’. Il servizio di solito non c’e’.

Lasciato Porto me ne giro un po’ nel Nord, non molto lontano a dire il vero, poche decine di Kilometri; una Regione di colline e di vini e di fabbriche tessili: praticamente sembra di essere dalle nostre parti.
Mi ritrovo anche a Guimaraes, che gli appasionati di calcio ricorderanno perche’ qui la nostra grande Nazionale ha giocato agli Europei di calcio Portugal 2004, contro Danimarca e Bulgaria, se non sbaglio.
A Guimaraes, anch’essa piacevole cittadina nella quale mi trovo a scrivere questo pezzo, c’e’ un muro con scritto: “Aqui nasceu Portugal”. Interessante vedere una nazione nata da un muro.
Da segnalare che in un tipicissima, ma questa volta molto accogliente e bella Cervejaria (birreria), ho visto il Milan vincere contro l’Olympique Lyon, bevendo birra durante il primo tempo, e mangiando una bua bistecca con patatine fritte durante il secondo. Non ho dato molto a vedere che ero italiano, ma quando si e’ segnato, preso il goal, segnato ancora, il milanista che c’e’ in me e’ uscito fuori.

Visitando clienti, vendendo paralndo un misto di spagnolo, inglese, italiano e due parole di portoghese, ho apprezzato ancora di piu’ questo idioma che poi a sentirlo bene non e’ cosi’ diverso dal nostro.
Cose imparate in una settimana:
1. a differenza dello spagnolo qui non c’e’ il suono “che” – ce – (es. leche, derecha, noche), ma qui si usa, come da noi, il suono “te” (es. lete, dereto, note).
2. i giorni della settimana hanno un nome interessante; a parte sabado e domingo, ci stanno: segunda feira (lunedi’), terça feira (martedi’), quarta feira (mercoledi’), quinta feira (giovedi’), sesta feira (venerdi’) e sfido chiunque a capirci qualcosa senza nessuna chiave di lettura…
In realta’ la parola “feira” significa mercato e da una derivazione medievale della cosa, ad ogni cittadina veniva assegnato un giorno per fare il mercato. Piu’ o meno questo e’ quanto.

Tutto qui quello che so che prima non sapevo; penserete che in una settimana avrei potuto imparare molto di piu’…

Il bachalao non l’ho mangiato, anche perche’ in realta’ non e’ piatto che mi attira. Preferisco un buon pezzo di carne, che da queste parti certo non manca.
Alla prossima
ciao

Riferimenti: Porto on Wikipedia.org

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