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I koreani amano cantare

20 Marzo 2006


Segue una breve elencazione di vizi e virtu’ di questo popolo di poeti e marinai dell’Estremo oriente… in realta’ di poetico hanno solo l’amore per il Kimc(h)i e di marinaresco… che ne so, forse il mare che li circonda e che non li ha ancora affogati.

In ordine sparso, cerchero’ questa volta di essere “breve” e non troppo cattivo, ma trattandosi di Korea, tutto potrebbe succedere.
La descrizione che segue riguarda koreani di Seoul; ma la korea non e’ solo Seoul, e’ giusto che lo sappiate.

I koreani innanzitutto amano la cucina, ma non quella buona, quella fatta di tre ingredienti base: riso, kimc(h)i e aglio; qualche zuppa piccante ce la vogliamo aggiungere, un po’ di cane il tutto condito da una miriade di verdure, tra cui le alghe, con le quali ci fanno anche degli snack (provate ad immaginare il sapore); amano talmente tanto la loro cucina che mangiano ste porcherie tre volte al giorno, colazione, pranzo e cena. Il tutto condito da soju, bevanda alcolica sicuramente geneticamente modificata in quanto un litro costa piu’ o meno 3 Euro. Fate voi.
I koreani amano la tecnologia, a tal punto che non c’e’ differenza di eta’ tra persone che usufruiscono dei piu’ avanzati ritrovati tecnologici, che noi non vedremo mai nella vita (a meno che si venga da queste parti); tutti hanno una email, mp3 players minuscoli (ho visto una signora che avra’ avuto almeno 75 anni utilizzarne uno), tutti ne hanno almeno uno, cellulari, tutti ne almeno tre e lo Stato ai koreani, e solo a loro, concede anche una specie di incentivo: Berlusconi questa non l’ha ancora pensata, ci pensera’ Mastella. I ritrovati tecnologici non finiscono qui: si pagano autobus, metropolitana, profilattici tutti con una stessa tessera minuscola chiamata “money”, di cui pero’ la maggior parte non ne capisce il significato, visto che si tratta di una parola inglese complicatissima. Basta ricordarsi di ricaricarla. Senza contare le possibilita’ infinite che ti danno le carte di credito (anche quelle ri rimanere senza soldi in banca) con o senza chip.
Ma la tecnologia potrebbe annoiare, anche se a dire il vero la Korea ha puntato molto sulla ricerca tecnologica, in tutti i settori ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti; noi intanto continuiamo a mangiare pizza e suonare il mandolino.
I koreani non amano gli stranieri: anche se disposti a pagare, molti “luoghi” sono veri e propri tabu’ per la gente bianca; non si tratta solo dei bordelli legalizzati, di cui non ho grande esperienza, ma anche di semplici saune con massaggi terapeutici. All’ingresso rischi di trovarti di fronte un cartello segnaletico che dice: “Vietato l’ingresso agli stranieri”, scritto naturalmente in koreano.
I koreani amano le lingue straniere, a tal punto che molti cartelloni segnaletici portano la scritta in inglese “information”: unico problema che poi le informazioni sono scritte in koreano e le persone preposte non riescono neanche a dire “hello”.
I koreani amano bere whisky; amano talmente questa bevanda che ci sono alcuni locali, chiamati “sexy bar” dove si vende Jack Daniel’s, che da noi costa 30 Euro, al modico prezzo di 250 USD (Dollari americani) e non si puo’ bere birra. Del resto questi locali offrono come servizio aggiuntivo un paio di ragazze russe o koreane (ma quelle stanno ad aprirti la porta di ingresso) che ti bevono un sorso di questa bottiglia vestite in minigonna e top un po’ attillato, che qualsiasi altra ragazza veste normalmente tutti i giorni… forse la differenza la fanno le calze lunghe sino al ginocchio, boh?!?
I koreani amano divertirsi a tal punto che, usciti dall’ufficio vanno a mangiare nei loro ristorantini tipici (sedie di plastica, tavoli di plastica o acciaio, nel caso ci sia inserita una griglia per il BBQ, macchina del caffe a gettoni, boccia dell’acqua e, a volte, acquario all’ingresso con pesci di vario genere che nuotano inconsapevoli di essere a Seoul) e si ubriacano di soju (vedi sopra) a tal punto che non riescono neanche a stare in piedi se non sorretti da altri due compagni un po’ piu’ sobri.
I koreani amano la pulizia; c’e’ da portare rispetto ad uno che Stato che ti multa se butti un mozzicone per terra. In effetti le strade sono pulite, non ci sono cartacce, se non volantini pubblicitari che comunque vengono subito rimossi, mozziconi o porcherie di alcun genere; Seoul e’ una citta’ di 18 milioni di abitanti, ma non c’e’ pericolo di calpestare qualche ricordino di qualche animale domestico, cosa che da noi devi fare attenzione anche davanti casa tua. L’aspetto esteriore e’ fondamentale, nulla e’ lasciato al caso: guai a criticare la Korea, si farebbe loro un grande torto; infatti io me ne guardo bene dal farlo.
Unico piccolo difetto e’ che, nonostante questa pulizia esteriore, io non ho mai sentito fare tanti versi e rumori con tutti i fori del corpo come un Koreano in bagno (e questo potrebbe essere anche accettabile) ed a tavola… comunque non ci si fa caso a queste cose e si va avanti tranquillamente con il pasto.
I koreani amano fare sport, non all’aria aperta, ma in palestre immense dotate di ogni tipo di attrezzatura, anche del sudore, all’occorrenza.
I koreani amano la sauna: uomini e donne divisi, naturalmente, non sia mai detto. Le saune pubbliche sono grandi locali dove si fa di tutto o quasi; ci si lava, si fa il bagno, si beve, si mangia, si dorme, si guarda la TV, ci si fa un massaggio od un pisolino, spesso in compagnia. Qui vale il detto che chi non fa la sauna in compagnia o e’ un ladro o una spia (nord koreana).
I koreani amano la cucina italiana, ma non quella italiana che intendiamo noi, non hanno neanche la minima idea di cosa sia, ma quella italiana a modo loro: tutto deve essere pieno di aglio o gusti affini, altrimenti non sa di nulla.
Ai koreani piace stare in famiglia, soprattutto la domenica, giornata dedicata alla famiglia, sulla quale e’ fondata un po’ questa cultura che fa della gerarchia un elemento base; tutti hanno una posizione sociale, piu’ o meno elevata, gli uomini generalmente un po’ di piu’, le donne un po’ di meno. Ma poco importa. Si impara sin da bambini questo schema mentale che si porteranno dietro (ahime’) tutta la vita.
I koreani amano i bambini, sono loro sempre al centro dell’attenzione e soprattutto a carico quasi totale delle donne che li crescono e li accudiscono, magari con schemi un po’ al di fuori della nostra mentalita’; un esempio su tutti: i bambini koreani sono quelli che vanno a dormire piu’ tardi tra i bambini asiatici. Per un piccolo koreano andare dormire a mezzanotte e’ quasi la normalita’ e ci si alza lo stesso molto presto.
I koreani amano la disciplina, non hanno molta fantasia (per usare un eufemismo), ma se dici loro di fare una cosa e dai loro precise informazioni, loro eseguono nel rispetto delle regole sinche’ hanno portato a termine il compito assegnato loro.
Ai koreani non gliene frega un cazzo… questo li fa vivere meglio.
I koreani amano viaggiare, da pochi anni a questa parte; purtroppo per loro viaggiare costa caro in quanto senza aereo sti qui non vanno da nessuna parte: a nord la nord korea e neanche una strada, tre quarti circondati dal mare e poi il Giappone, che non amano un granche’, non resta quindi che volare. I piu’ fortunati fanno un viaggio nella loro vita, ma un viaggio che ne vale almeno sei. In 8 giorni sono capaci di andare e tornare dall’Europa, dopo aver visitato almeno tre Paesi, 10 citta’ e fatto anche un po’ di shopping a Milano. Se chiedi loro se sono stati in Italia, ti dicono che hanno visitato Roma, Firenze, Venezia e Milano; si potrebbe pensare che siano stai una quindicina di giorni, invece in realta’ sono stati in tutto una quindicina di ore!!!
I koreani amano le macchine grosse: qui le utilitarie sono sinonimo di sfigato a quanto pare e, nonostante la pochezza di parcheggi (immaginate voi una citta’ con 4 milioni di auto) e di stradine secondarie piu’ strette delle nostre strade di montagna, bisogna avere almeno un fuoristrada od una berlina nera con interni in pelle.
I koreani amano il fashion e tutto quello che fa moda, peccato che abbiano problemi nell’accostamento di colori e disegni… in fondo non si puo’ mica pretendere che siano perfetti.
I koreani amano fare sciopero, ma solo se hanno la possibilita’ di lavorare, con una fascia nera al braccio e senza essere pagati: c’e’ da imparare, altro che cgil, cisl, uil e cobas vari.
Altresi’ questi koreani usano donare soldi non solo ai matrimoni, come si fa anche dalle nostre parti (del resto sposarsi costa una cifra, qui ancora di piu’), ma anche ai funerali: evidentemente anche i funerali qui costano una cifra… un po’ come da noi, ma nessuno si lamenta perche’ ci sono di solito altre cose a cui pensare.

Potrei continuare ancora per molto tempo, ma credo che per anche per questa volta sia piu’ che sufficiente.

Solo un’ultima cosa, pero’.
Questi koreani hanno come tempo preferito l’andare, dopo il lavoro, in club che loro chiamano “karaoke”, dove decine di ragazzine li aspettano ansiose di ballare, mangiare e berci insieme; qualcuna ha voglia anche di qualcos’altro, ma questa e’ un’altra storia.
Per la modica cifra di 800USD (prezzo per due persone) si puo’ avere l’opportunita’ di trascorrere una piacevole serata in compagnia di due belle figliole un po’ sexy disposte a stare un po’ con te, bere un po’ di whisky (tanto per cambiare), mangiare un po’ di frutta e, soprattutto… cantare (cosa stavate pensando?)
Ebbene si’, devo ammetterlo, in fondo questi koreani amano proprio cantare.
c.

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  1. ispe
    20 Marzo 2006 a 18:17 | #1

    Caro Cristiano come stai? Mi sembri un po’, come dire, stanco di mangiare quelle zuppe koreane con carne, se ho letto bene, di cane? Stai per tornare a casa, vero? Bene, ti aspetto e ti invito per un pranzo valsesiano. A presto. Max

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