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Hong Kong (la lettura di questo brano e’ consigliata ad un pubblico maturo)

2 Ottobre 2005


E’ finita la splendida settimana a Hong Kong, splendida dal punto di vista personale, molto meno da quello professionale… ma qui non si parla di business.
HONG KONG merita il carattere maiuscolo per la straordinarieta’ del posto.
In poche decine di Km quadrati vivono ca. 7.000.000 per lo piu’ in palazzi il cui piu’ basso e’ almeno di 15 piani; ex colonia inglese, le tracce lasciate dalla dominazione inglese sono bene presenti, ma anche quelle di importazione cinese iniziano a farsi vedere e sempre di piu’.
I cinesi di HK sono diversi dai cinesi della Cina: e’ questa e’ una fortuna; si sono semplicemente “civilizzati” 50 anni prima e da queste parti non e’ poco.
La citta’ si divide in 4 aree principali e decine e decine di isolette, alcune abitate altre no.
Honk Kong Island e’ il cuore della citta’, il cuore economico, il quartiere degli affari; qui sono concentrati i piu’ importanti quartier generali di questa citta’/stato ancora, in parte, indipendente dall’Impero cinese.
Poi c’e’ Kowloon, la parte vecchia della citta’, la parte dove sono concentrati i maggiori mercati, le manifatture tessili, il piu’ grande porto commerciale che abbia mai visto, dove ci sono veri e propri “palazzi di container”; in altre parole e’ il quartiere “operaio” della citta’.
C’e’ poi Lantau Island, praticamente un’invenzione moderna, dove c’e’ l’aeroporto e il recentissimo Disneyland Hong Kong, inaugurato tre settimane. Lantau Island e’ collegata a Kowloon da due ponti che rappresentano due opere dell’ingeno umano; una cosa mai vista, uno spettacolo da National Geographici Channel, che quando parla di ponti, non puo’ fare a meno di descrivere queste due opere d’arte dell’ingegneria moderna.
Infine c’e’ una parte della citta’ denominata New Territories; e’ una nuova area di sviluppo, c’e’ anche del verde ed e’ principalmente un’area abitativa, residenziale.
In breve questa e’ la caratterizzaione geografica di HK.
Ma la cosa che e’ piu’ interessante di questo posto e’ il mix unico di gente che lo vive.
Gente di tutte le razze, di tutte le facce: cinesi, inglesi, filippini, australiani, indiani, pakistani, indonesiani, thailandesi; queste le maggiori comunita’. Non c’e’ colore che manca, forse manca un po’ di nero, ma ce n’e’ anche di quello.

Hong Kong, citta’ dalle mille facce, una citta’ che quando meno te l’aspetti ti sorprende con la bellezza dei suoi grattacieli illuminati che si specchiano sulla baia, con i suoi giochi di luce che rendono vivi palazzi di 50, 60, 70 piani, creature che sembrano vive, che sembrano respirare ed intanto sono li immobili che ti osservano dall’alto, molto alto.

Il percorso da Kowloon all’isola di HK e’ semplicemente straordinario.
Lasciato l’albergo, arrivo a Mongkok, il cosiddetto mercato dell’elettronica; qui si trova di tutto e di piu’ ed ancora molto di piu’ di quello che si possa immaginare. Ci sono centinaia di piccoli, medi, grandi negozi, shopping mall di svariati piani, tutti dedicatri a laptop, pc, consolle, cameras, lcd screen, plasma TV, cell phones, mp3 players, iPod e tutto cio’ che riguarda l’elettronica di consumo. Prezzi fissi, prezzi da contrattare, tutto cambia velocemente, tutto si muove velocemente, come le migliaia di persone che affollano questo posto in ogni ora della giornata, ogni giorno dell’anno: non esistono giorni di chiusura, se non in alcune rare eccezioni, si lavora 7 giorni su 7, alcuni negozi 24 ore al giorno, non si dorme mai, veramente mai.
Qui le strade sono piene di insegne luminose, di quelle che si vedono solo nei film, tutte in cinese, a volte anche in inglese: non c’e’ spazio che non sia “brandizzato” o pubblicizzato. E’ uno spettacolo incredibile, agli occhi di noi europei tutto questo puo’ sembrare un po’ kitsch, ma il fascino ipnotizzante e’ indubbiamente unico.
Sembra di vivere una canzone dei Massive Attack (mi e’ venuta cosi’). Corri, cammini, corri, cammini, attraversi strade in mezzo a bus di due piani, taxi, auto, motociclette, i semafori emettono un suono che ti fa capire se muoverti o stare fermo, la gente, a migliaia, ti accompagna e non ti lascia mai, ti porta via e se non te ne stai attento ti ritrovi dalla parte opposta della strada che neanche te ne sei accorto. Neanche la pioggia sembra poter fermare tutta questa umanita’ in cerca dell’ultima moda tecnologica o solo di un sogno rinchiuso in pochi centimetri di plastica e metallo.
C’e’ anche posto per il Ladies’ market dove si trova ogni tipo di cianfrusaglia, dalle magliette taroccate agli orologi, alle borse, agli oggetti di lusso contraffatti: aperto dalle 11 del mattino sino a notte inoltrata, quando tutto scompare per poi ricomparire il giorno dopo come per magia.
Lasciando il mercato si entra nella MTR, la metropolitana di HK: 6 linee, non immensa come a Seoul, ma molto efficiente, pulita e moderna. Qui il biglietto praticamente non lo usa nessuno: telefoni, carte di credito, carte magnetiche lo hanno sotituito quasi completamente, il tutto ad un costo variabile a seconda della lunghezza della tratta che si vuole percorrere, ma mai superiore ai 7/8 HK$.
Gente, gente, gente, ma tutta ordinata, tutti sanno dove andare, c’e’ chi ascolta musica, chi parla al telefono, chi scrive messaggi, chi gioca con il PS2, chi semplicemente chiacchera, chi semplicemente sonnecchia. Esistono anche delle linee ferroviarie in cui ci sono i “vagoni tranquilli”: qui non si puo’ ascoltare musica, parlare al telefono o quant’altro, bisogna semplicemente lasciare tranquilla la gente che vuole un attimo di relax.
Mai e poi mai si puo’ mangiare, bere o sputare all’interno della metropolitana.

Esco a Tsim Sha Tsui, il punto di attracco dei battelli che da Kowloon vanno all’isola di HK; qui prendo il battello (2.5HK$), dopo aver gustato un caramel macchiato allo Starbucks, che porta all’HK Exhibition Center.
La vista dell’isola da questo punto e’ meravigliosa, soprattutto di notte, quando i grattacieli sono illuminati e le luci si riflettono nel mare della Baia. Uno spettacolo indescrivibile, incredibilmente affascinante per chi come me e’ abituato a tutt’altri paesaggi; si entra sul battello, 7 minuti di navigazione, fermi ad ammiare un’incredible, magnifica vista, non sembra neanche di essere stati imbarcati che e’ gia’ ora di scendere.

Una passeggiata intorno al HKEC, con gli occhi fissi verso le luci della baia, e si arriva a Wan Chai, il quartiere della vita notturna “a pagamento”. Le due strade principali, Lockhart road ed Hennessy road sono piene di gente, sempre, ogni giorno della settimana, o quasi; soprattutto stranieri (uomini) e ragazze filippine, tailandesi, indonesiane che lavorano nei numerosissimi locali, che costeggiano queste due vie, sono i protagonisti di questa vita notturna fatta di sesso, birra, denaro. Le ragazze cercano di attirarti dentro questi dance bars dove altrettante ragazze ballano mezze nude in un bancone, attorno a dei pali; solo una birra, 25HK$ ti dicono, poi ti siedi e si avvicina una ragazza, e devi spendere il quadruplo per offrirle da bere. Ma questo e’ solo l’inizio.
Non solo dance bars, ma anche “normali” (qui niente e’ normale) pub o disco bar, dove si puo’ bere una birra in tranquillita’, ma dove ogni ragazza che si incontra arriva dalle Filippine o dal Laos o dalla Thailandia ed e’ venuta qui a trovare la sorella maggiore che e’ fidanzata con un americano o canadese e sta qui solo per poche settimane prima di tornare a casa, a studiare, magari a finire l’Universita’; qui ci si paga gli studi, in poche settimane di “lavoro” si puo’ guadagnare a sufficienza per potersi mantenere gli studi, poter mantenere la famiglia per un intero anno, sentirsi un po’ piu’ ricchi a casa propria, perche’ a casa propria potersi mantenere non e’ sempre una cosa che tutti si possono permettere.
Spesso fare quattro chiacchere con una ragazza in questi pub e’ imbarazzante perche’ capisci dopo pochi minuti che lei e li’ per “lavorare”, non per stare ad ascoltare qualche coglione che le fa invece perdere tempo ed occasioni. E’ imbarazzante tutto questo, ma e’ cosi’.
Entrano ed escono da HK in continuazione, via Macau, un’ora di battello, per una questione di visti; c’e’ chi va in Cina, un’ora di treno e poi torna dopo poche ore, pochi giorni.
Si incrociano in queste strade, in questi palazzi, storie di vita che neanche ci si immagina; giovani ragazze che vivono in famiglie agiate e lavorano 6 giorni e mezzo su sette come cameriere, donne delle pulizie e la domenica pomeriggio, unico momento di liberta’, vogliono godersi quel poco che la vita offre loro. Magari ti incontrano, vogliono solo scopare, non vogliono soldi, gia’ guadagnano, vogliono solo divertirsi un po’, “have fun”. Il futuro? Non vedono futuro, sono ragazze forti, belle, magari hanno studiato ma non hanno alcuna via d’uscita, scappano dalla propria vita, dai propri affetti per andare a cercare un lavoro e magari, a volte, cercare un marito, un compagno che possa regalare loro quello che la vita gli ha sempre negato.
Non cercano scorciatoie, non fanno le puttane, lavorano, faticano, hanno diritto a vivere anche loro.
E’ un mondo dove si incrociano destini, vite vissute, segreti.Tutto sembra cosi’ surreale, contraffatto, invece tutto e’ reale. Non e’ fantasia. L’unico mondo che ti permette di uscire dalla realta’ per un po’ e quello di internet, quello delle chat, ma e’ solo un mezzo per poter incontrare nuova gente, per poter ancora una volta “having fun”.
Altro quartiere del divertimento di Hong Kong e’ Lan Kwai Fong; anche qui migliaia di persone, soprattutto il weekend per strada, nei locali dove si puo’ ascoltare musica dal vivo o DJ in vena di sperimentazione. Un po’ piu’ normale, un po’ piu’ divertente.

Si festeggia il Mid Autumn Festival, anche se siamo il 18 Settembre; tutti al parco, si fa festa, si sta con gli amici, con le famiglie. Ci si siede sul prato, si mangia qualche cosa preparato a casa, si beve una birra, una coca cola, un te, si accendono centinaia di candele che credo siano segno di buona fortuna. Si aspetta che questa lunga notte passi: il tempo ancora una volta sembra essersi fermato ed ancora una volta il tutto si svolge in un’atmosfera unica; ancora una volta i palazzi sono i protagonisti, questa volta un po’ piu’ lontani, ma sempre li’, fermi, immobili ad osservare i destini di quelle migliaia di persone festanti, allegre, serene, che per una notte mettono da parte i loro problemi e li lasciano al destino. Victoria’s Park e’ il cuore di questa grande kermesse che si ripete in ogni angolo della citta’.

Un salto sul peak tram e si arriva all’Hong Kong peak, un parco situato sulla collina circostante HK, all’altezza di 396mt. dal quale la vista della citta’ toglie semplicemente il fiato. Niente di piu’ bello e affascinante. Niente di piu’ unico e straordinario. Uno spettacolo che si descrive da solo solo se si ha la fortuna di poter assistere. Una sola parola: fantastico.

Si torna giu’ ancora una volta verso Mongkok, magari passando per uno di quei centri commerciali “da film” (a proposito di film: Times square e’ protagonista del seconodo episodio di Tom Raider; senza menzionare i vari luoghi “calpestati” 30 anni fa dal nostro Piedone o i vari locali frequentati oltreche’ da belle donne, anche dalla piu’ famosa delle spie di Sua Maesta’). e’ mezzanotte passata da un po’, la gente e’ ancora tutta li’ per strada e sembra aver perso la cognizione del tempo, nonostante tutta questa tecnologia.
Solo a Hong Kong succede questo.
c.

  1. lindarc
    3 Ottobre 2005 a 10:19 | #1

    non so che lavoro tu faccia, ma se ti offre l’opportinità di girare, è cmq interessante

    complimenti per i tuoi diari

    struconi

  2. la poetessa orientale
    23 Maggio 2006 a 23:13 | #2

    Il tuo post non e’ come tanti altri scritti dai stranieri, si vede che conosci abbastanza bene Hong Kong, o capisci subito una cultura. Una cosa che non sapevi e’ che una poetessa cinese nata a Hong Kong britannica ha scritto una collezione di poesie dedicate agli italiani. La collezione si chiama winter stars…

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