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Archivio Agosto 2005

Riflessioni di un viaggiatore

27 Agosto 2005 1 commento

Autore: Stefano

“Riflessioni e visioni”

Sono solito ripetere che purtroppo e senza presunzione di sorta considerando le brevi esperienze, non salverei nessuno e neppure nulla di questa nuova grande potenza economica cinese.
Non importerei -e parlo sempre professionalmente- nessuna idea, nessun suggerimento e sfortunatamente nessuna soluzione per impedire al ns settore
in primis(tessile)di perire sotto i colpi della concorrenza gialla.
E’evidente che sono uno dei pochi a non credere o forse a non voler credere
di essere sopraffatti da questi stupidi,inutili ed arroganti individui; vi
esorto a non consumare nulla di matrice cinese! dai cibi alla tecnologia
agli indumenti. nulla!questa puo’ essere una piccola e magari altrettanto
inutile idea , difficile da avallare.
i dati statistici presentati dalla stessa banca d’italia, parlano chiaro:
tra il 1980 e il 2002 il PIL e’aumentato ad un tasso medio del 9% e nonostante la crisi asiatica del sud -est la cina ha mantenuto una crescita
pari al 7.7% di media all’anno. in piu’ nel 2002, il prodotto della cina la
cui popolazione e’pari al 21% di quella mondiale(!), e’giunto a rappresentare 12.7% del PIL mondiale e -attenzione- a parita’ di potere
d’acquisto.
Con l’apertura al commercio con l’estero che e’ stato inevitabile impossibile porre dazi in europa e ancora meno in italia da scoraggiare le
importazioni, non ha senso, allungherebbe l’agonia), l’economia cinese esporta il 53% del PIL, dato che deve essere confrontato con quello di economia mature ed emergenti: USA 29%, giappone 21%, russia 38%, brasile 18%
ma IL GRANDE GIOCO DEL XXI SECOLO e’ cominciato sotto i ns occhi senza che i
tanti, anzi troppi mass-media ci informassero…per contro siamo costantemente aggiornati sui movimenti dei deficienti del grande fratello e
dei suoi seguaci, delle gesta dei campioni sportivi senza anima, dei movimenti viscerali -pure – delle personalita’(…) dello spettacolo e non,
di quante probabilita’ si abbiano per centrare il 6 del superenalotto, della
cronaca piu’ truculenta…
dicevo appunto che nel mese di giugno del 2003 c’e’ stato l’incontro ufficiale (19 colpi di cannone sono stati esplosi in onore della delegazione
indiana nella storica piazza tien an men) del primo ministro indiano Vajpayee a pechino con il primo ministro cinese wen jiabao e in questo storico incontro hanno parlato di pace, amiciza e COOPERAZIONE.
Non vi annoio sui termini di dialogo e sui contratti firmati(sono disposto a
parlarne, naturalmente), ma si sta formando la piu’ grande partnership mai
esistita dai i due giganti del sud, cina e india saranno in grado,collaborando,di divenire la nuova potenza economica mondiale.
io ci credo, soprattutto considerando ma non ho assolutamente esperienza,l’india capace di ottenere il risultato desiderato attraverso la
cina:il sub continente dettera’ legge.
Ed intanto che l’asia tutta sembra scoprire sempre di piu’ il piacere e l’interesse del multilateralismo economico, politico, militare ed amministrativo, l’occidente -su tutti l’europa unita-si diverte a picconare
le grandi istanze multilaterali che ha costruito in questi decenni,auto-distruggendo le conquiste ideologiche, economiche e militari ottenute.
la stessa onu ne e’l'emblema: si discute e non si agisce; ci si nasconde
dietro quella finta volonta’ di pace per paura di esporsi.
l’europa e’il salotto del mondo, ma ancora per quanto?

Messico e Nuvole

11 Agosto 2005 2 commenti


Messico e Nuvole

Anche se sono gia’ atterrato in una Bombay senza piogge da due giorni, stasera ho voglia di scrivere della settimana trascorsa in Messico.

Naturalmente, per andare in Messico sono passato dagli USA… non riesco proprio a prendere un volo diretto alla destinazione, vabbe’!?!
Un’ora e mezza ad Amsterdam tra interviste su cosa avrei fatto in una notte a Detroit (mi sarebbe piaciuto andare in un club di negroni e rappare come Eminem…), controllo bagagli etc., poi si parte.

Detroit
Sbrigate le formalita’ doganali (con impronte digitali di indice sinistro e destro e foto) ed invio bagaglio in Messico (dopo aver rischiato di lasciarlo in aeroporto, per aver ascoltato il suggerimento al check-in in Italia che mi ha confermato che non avrei dovuto preoccuparmi del bagaglio sino in Messico!!!), esco dall’aeroporto.
Il tassista, naturalmente pakistano, di Lahore, mi porta sino in Hotel. Si chiacchera dei suoi passati alla scuola di terrorismo di Lahore(… ma questa e’ un’altra storia) ed ad un certo punto vedo spuntare un cartello: 8 Mile rd. Sono nella citta’ di Eminem. Mi sembra di aver vissuto la scena, al cinema pero’. Ed inizia la musica in sottofondo.
Arrivo in Hotel, Telegraph Road e questa volta mi sembra di essere in una canzone… boh!?! non ci sto capendo piu’ nulla!
Entro in hotel o motel che dir si voglia: negrone alto due metri e largo uno al banco, negrona larga due ed alta uno e mezzo che guarda un film di musica rap di negroni sul grande schermo della lobby… sono sicuro di essere arrivato negli States. Al banco una ragazza gentile che mi da la chiave della camera e mi indica il fitness center… ma ha visto gli altri!!!???
Entro in camera, mal di testa, mi butto sul letto, accendo la TV: 99 canali di cui la meta’ di televendite, un quarto di telepredicatori, un quarto di informazione in inglese o spagnolo, un quarto di cinema… ma i conti non tornano, pazienza. Dormo dodici ore filate, saltando la cena, sino al mattino successivo quando a colazione mi sembra di essere Homer Simpson: ciambella, cereali, latte, caffe’ americano, etc.
Vado a fare un giro intorno all’Hotel, mentre aspetto il terr… tassista pakistano che mi viene a prendere, e vedo che l’America e’ sempre l’America: prati verdissimi tagliati alla perfezione e senza una cartaccia, viali alberati, macchime parcheggiate davanti a case di legno e mattone, senza cancellate, bar modello Arnold?s di Happy Days dove si fa colazione, con macchine a moneta che vendono giornali: troppa la voglia di prendere 8 copie al prezzo di una, ma non ho monete con me. Negrone con macchinona nera che ascolta la musica a tutto volume. Mi manca solo di incontrare qualcuno che corre ascoltando musica: sara’ per la prossima volta.
Ritorno in aeroporto, destinazione Citta’ del Messico.

Citta’ del Messico
In aeroporto niente impronte digitali, ma una macchinetta con tanto di pulsante che mi indica se mi apriranno o meno il bagaglio: luce verde, sono fortunato, niente controllo.
Il taxista mi porta in albergo dopo aver tentato di farmi cambiare Hotel visto che avrebbe dovuto arrivare sino in centro citta’ nonostante il traffico. “Esta ciudad es una porqueria”, mi dice, riferendosi al traffico.
Non fa caldo, 2.250 mt. di altezza vorranno pur dire qualcosa. Il clima e’ piacevole.
L’albergo e’ con vista sulla Plaza de la Revolucion in Zocalo, cioe’ al centro del centro historico della ciudad, patrimonio mondiale dell?umanità secondo l?U.N.E.S.C.O. (vedere il sito internet: http://whc.unesco.org/en/list/412)
Esco e vado a mangiare in un ristorante tipico del posto: Mc Donald’s.
La piazza e’ meravigliosa, , una grossa bandiera messicana al centro della piazza sventola maestosa. C’e’ una protesta di un gruppo di persone che sembrano essere vestite da Indiani, ma che in realta’ vestono costumi aztechi. Comunque si assomigliano!!!
Citta’ del Messico merita una visita, senz’altro. Un paio di giorni sono sufficienti. Si puo’ girare a piedi tra mercatini di cianfrusaglia per turisti, accompagnati qua e la’ dai suoni e dai canti dei mariachis. Si puo’ prendere il turibus che ti porta a fare un giro per il centro della citta’. Tre ore tra parchi, quartieri residenziali, centro storico. Si possono anche visitare musei, ce ne sono a decine. Ma non fanno per me. Io visito solo una mostra evento che celebra la Sevilla degli anni della rivoluzione culturale. Interessante.
Dicono che andare in giro la sera per il centro della citta’ sia pericoloso. Io non ho avuto problemi, ma la sensazione e’ quella che comunque bisogna fare attenzione. I taxi, dei maggioloni verdi/bianco stile Herby, maggiolino tutto matto, meglio lasciarli stare: si rischia di essere derubati dai tassiti stessi e da altri complici che magari salgono all’improvviso. Citta’ del Messico e’ la citta’ con il piu’ alto tasso di rapine e rapimenti del mondo, supera anche San Paulo do Brasil. Quindi e’ sempre consigliabile non prendere troppi rischi. Evitare la metropolitana, se possibile.
Ho anche aiutato un cieco messicano attraversare la strada presso la stazione di Porta Garibaldi… e non ero a Milano.
Ho girato parecchio a piedi, anche la sera, e la citta’ mi e’ piaciuta. Viva, piena di colori, di gente, di famiglie, bambini. Domenica mattina ho anche assistito ai campionati nazionali di ciclismo giovanile. Mica da tutti.
2.250 mt. sul livello del mare: sembra non fare troppo caldo, ma il sole brucia. La sera e la mattina invece e’ fresco.
Colazione a base di caffelatte e pan dulce tipico del posto, in un bar anch’esso molto tipico, aperto 24 ore, 365 giorni l’anno e frequentato indistintamente da turisti e locali.
Cena a base di cucina messicana, in posti messicani, con camerieri messicani. Si accompagnano le portate con cerveza e/o con tequila: io per non sbagliarmi ero solito bere entrambe.
Funziona cosi’.
Ci si siede a tavola e subito il cameriere si avvicina chiedendoti quale tipo di Tequila vuoi da bere; naturalmente non si puo’ rifiutare la Tequila, sarebbe un’offesa enorme ed io non volevo correre rischi.
Allora ne scelgo una a caso, chiedendo sempre se fosse buona… come se ti dicessero che quella li’ fa schifo, mentre l’altra e’ ottima! Arriva la prima Tequila, spesso accompagnata da lime, egggiu’, che meraviglia: i primi effetti si fanno subito sentire, del resto si e’ ancora a stomaco vuoto.
Si ordina la cena, tutti nomi messicani, che pero’ praticamente rappresentano diversi tipi di carne, con diversi tipi di spezie, tutte piccanti, con un po’ di tortillas, magari una zuppa e un po’ di verdure.
Si accompagna il tutto con cerveza, corona in primis, oppure con del buon vino rosso chardonnay cileno, che in effetti e’ abbastanza gradevole e si accompagna bene con le carni.
Verso la fine della cena il cameriere bastardo ti chiede se vuoi altra Tequila: anche qui non si puo’ rifiutare e via con un’altra Tequila; in questo caso la si gusta ancora meglio di quella precedente.
Arriva il conto. Se ti dimentichi la mancia i camerieri di solito si incazzano e te la chiedono; nonostante i fumi dell’alcol, un 10% del conto va piu’ che bene e tutti sono contenti.
Da notare il fatto che se si paga con carta di credito, la carta non viene restituita sino a che si segna nella ricevuta la propina… cose dell’altro mondo!

La Autopista
Tra Citta’ del Messico e Puebla ci sono ca.140 Km. di Autostrada (autopista), che si possono fare in due come in quattro ore, a seconda del traffico, a dir poco allucinante, soprattutto nella capitale; tra il circuito interior e quello lateral, stare in auto 6/7 ore al giorno e’ la normalita’, per chi si deve spostare da una citta’ all’altra.
Comunque l’autostrada presenta due caratteristiche interessanti.
La prima:
Si sale sino a 3.100 mt. di altezza, poi si scollina e giu’ per una sessantina di Km fino ai 2.200 di Puebla, che piu’ o meno rimane alla stessa altezza di Mexico City. Qui siamo su un altipiano.
Il tutto ai piedi di un vulcano di 6.000 mt., che pero’ rimane tranquillo a sorvegliare queste due citta’.
Ciudad de Mexico e’ enorme, piu’ di venti milioni di abitanti, tutti ammassati in una valle che e’ causa anche del forte inquinamento. Puebla e’ una cittadina di un paio di milioni di abitanti, tranquilla e molto vivibile.
Dicevo che a 3.100 mt si scollina; in questa zona si trovano decine casette ristoranti, bar e piccoli shop (nel senso che ogni casetta fa da ristorante, bar e shop). Fa abbastanza freddo, vista l’altitudine, e tutti vestono maglioni di lana coloratissimi e anche un po’ sporchissimi. Signorine indaffarate nelle pulizie, donne che cucinano brodaglie in enormi pentoloni messi a cuocere a fuoco lento; io non perdo l’occasione di bere un caffe’ in una tazza di terra cotta. Potrei anche dire che fosse buono. Una sosta all’aria fresca, e via che si riparte verso la discesa.
La seconda caratteristica:
la pista de emergencia
Non e’ una corsia di emergenza, come si potrebbe evincere dal nome (che non e’ esatto, anche perche’ non me lo ricordo), ma una pista, a bordo della strada, piena di terriccio, che permette alle auto senza freni di fermarsi senza pericoli. La cosa fa impressione, perche’ un cartello segnala alle auto prive di freni (e qui la discesa e’ notevole) di seguire dapprima una linea rossa, disegnata sulla carreggiata, che porta direttamente a questa specie di banchina… provare per credere, anzi, penso sia meglio non provare questa emozione.

Puebla
Scendendo, scendendo, sempre sotto lo sguardo vigile del vulcano, ci si avvicina a Puebla, dove a causa dei lavori in corso l’autostrada sembra trasformarsi nella Torino – Milano per un paio di kilometri. Tutti in coda. Per allietare la cosa, decine di venditori ambulanti, che camminano tra le due file di auto, tentano di venderti qualsiasi cosa: cibo, bevande, oggetti inutili. Come facciano a vendere proprio non lo so, anche perche’ uno dietro l’altro vendono sempre la stessa cosa, a seconda dell’orario. Se si avvicina l’ora di cena, snacks e bibite su tutto.
Puebla, come dicevo, e’ una cittadina di due milioni di abitanti, di origne spagnolo-coloniale; infatti il centro storico, anche qui chiamato Zocalo, e’ molto bello. Le case, il palazzo della citta’, la cattedrale, ricordano una certa architettura spagnola (cvd). Di notte il centro risplende e le luci rendono ancora piu’ magica l’atmosfera. Patrimonio mondiale dell’Umanita’ secondo l’U.N.E.S.C.O. (ved. Il sito: http://whc.unesco.org/en/list/416), come il centro historico di Ciudad de Mexico.
Fuori dal centro la citta’ e’ moderna, nuovi centri commerciali e hotel stanno nascendo; la citta’ sta cambiando volto velocemente. E’ la citta’ del tessile, anche qui la crisi ha fatto selezione: le migliori aziende che si sono rinnovate, sono sopravvissute e gli affari ora vanno abbastanza bene, le altre sono morte. Molti i manager, consulenti, disegnatori Italiani.
I centri commerciali sono moderni, i cinema multisala non mancano (consiglio “Los Quatros Fantasticos”). Il tutto un po’ influenzato dalla cultura americana, ma con delle marcate caratteristiche locali.
Certamente non mancano Starbucks, Mc Donald’s, KFC, ma la maggior parte dei locali, dei ristoranti, dei pub, che qui si chiamano cantinas, sono assolutamente messicani.
“Mi ciudad”, la “Cantina de los remedios”, “La estancia argentina”, la “Silla”, sono solo alcuni nomi di ristoranti (da me frequentati) in cui la cucina a base di carne la fa da padrone e la carne da queste parti e’ cucinata veramente bene. I vegetariani forse non si troverebbero cosi’ bene, ma chissenefrega, a me piace la carne.
C’e’ un un’unica strada, l’avenida Juarez, in cui ci sono decine e decine di ristoranti e cantinas. Tutti da provare.

Un paio di curiosita’.
Botanas
non sono locali equivoci, ma una specie di ristoranti aperti dalle 11.00 alle 17.00, dove si mangia, si beve e ci si riposa durante la pausa del lavoro. Orario medio per pranzare da queste parti: ore 15.00.
Italian coffee Company
E’ una catena di caffe’ fondata da dei veneti che un centinaio di anni fa vennero ad abitare in una zona vicino a Puebla; qui hanno fondato una comunita’ che stranamente e’ rimasta abbastanza isolata. Ora sono alla terza/quarta generazione, sono certamente tutti messicani, ma i cognomi ricordano quelli dei nostri parenti veneti. Stranezze.
Una delusione
Non ho visto nessuno sorseggiare Esta The, con un poncho ed un sombrero durante la siesta.

Ripartendo da Citta’ del Messico, il decollo e’ qualcosa di fantastico: una immensa distesa di luci senza fine, visibile sino a quando si arriva a superare le nuvole. Meraviglioso.
Messico e Nuvole, per l’appunto.
Cristiano
(Bombay, 11 Agosto 2005)

Messico and Nuvole (Mexico and clouds title taken from an Italian song)

Even if I already landed in Bombay, tonight I want to write about the last week in Mexico.

I flight to Mexico passing through USA? I couldn?t take a direct flight to destination!
One hour and a half at Amsterdam airport for an interview on what I should be done for one night in Detroit (I wished to go to a club and rap like Eminem among niggers only), baggage check, boarding.

Detroit
After the custom procedures (fingerprints and photos) and luggage transfer to Mexico (I almost left the luggage in the airport: in Italy the check in staff told me that I shouldn?t care about my baggage until Mexico), I left the airport.
The Pakistan taxi driver (he?s from Lahore) drove me to the hotel. While we were talking about his education in the terrorism school of Lahore (but this is another story?), I noticed a sign: 8 Mile rd. I was in the city of Eminem. It seemed that I already lived that scene, at cinema. The movie soundtrack started in the air.
I finally arrived at the hotel, in Telegraph rd: this time I felt like I was inside a song (!?!). I did not understand anything more.
I passed the door of the hotel or motel (Best Western) and I noticed a 2 meters tall and one meter large nigger in front of the desk, a two meters large and one tall woman sitting on the sofa and watching a black rapper movie on the lobby big screen TV: I was in USA, no doubts about it.
The girl at the desk was kind, she gave me the room key and she showed me the fitness center: did she notice the other two???
I entered the bedroom, strong headache, I went to bed, I switched on the TV: 99 channels, half dedicated to TV sales, a quarter dedicated to some kind of religion shows, a quarter dedicated to news in English and Spanish, one quarter dedicated to movies? too much. Never mind. I fall asleep and I slept for 12 hours (I skip the dinner). I woke up early in the morning. Breakfast time. I looked like Homer Simpson: donuts, cereals, cold milk, American style coffee.
Later I walked around the hotel and I could see that USA are like the movies show: huge lawn grass greens perfectly cut, no trash at all on the streets, streets full of trees, cars parked in front of houses made with wood or bricks, no gates around them, coffee shop Happy Days Arnold?s style, newspaper vendor machines: I really wished to take 8 copies of the newspaper with one coin only? but no coins with me. Nigger with black car and music volume at the top. I only missed someone running listening to music. It should be for the next time.
I went back to the airport, next destination: Mexico City.

Mexico City
In the airport no fingerprints check, but a machine where I had to push a button to see if someone will check my luggage or not: green light, I was lucky, I went ahead.
The prepaid taxi driver carried me until the hotel, after he tried several times to make me change destination because my hotel is in the city centre and traffic jam was quite bad. ?Esta ciudad es una porqueria?, he said to me, talking about the traffic jam.
It?s not hot; the city is 2.250 meters over the sea level. Weather was nice.
The hotel is located in Zocalo, nearby Plaza de la Revolution, the historical centre of the city, world heritage site according to U.N.E.S.C.O. (see the website: http://whc.unesco.org/en/list/412).
I left the hotel and I went to have lunch in a typical Mexican restaurant: Mc Donald?s.
The square is beautiful, a huge Mexican flag waving in the middle of the square. There was a kind of dancing protest demonstration, somewhere in the square. A group of people wearing American Indian clothes were demonstrating against something; actually they were not American Indians, but they were Aztecs: anyway they looked like Indians.
Mexico City is worth a visit, no doubt about it. A couple of days are enough. You can walk around markets full of everything for tourists; you can sometimes hear mariachis play their traditional guitars. You can take the turibus and visit the centre of the city. Three hours around parks, residential areas, historical centre. You can also hop off and on from the bus in some specific stops. You can visit museums, there are plenty, but it?s not for me. I only visited a small exhibition dedicated to the Seville and its cultural revolution. Interesting.
They say that is very dangerous walking around the city centre in the night. I had no any problems, anyway you always must pay attention. Better don?t take the green beetle style taxis: taxi drivers themselves could steel money, sometimes with the help of some partners in crime who suddenly can get in the car. Mexico City is the town with the highest percentage in the world of robberies and kidnappings, more than Sao Paulo do Brazil. Therefore it?s better don?t take any risk. Avoid taking the subway if possible.
I also helped a Mexican blind man to cross the road nearby the Porta Garibaldi train station? and I was not in Milan.
I walked around the city centre, also in the night; I liked this lively town: it?s full of colors, people, families, children. Sunday morning I saw the National youth bicycle Championships. Not for everybody.
2.250 meters over the sea level: I already wrote that it?s not hot, but the sun is burning out. In the morning and in the night the air is fresh.
I had typical Pan Dulce and caffelatte for breakfast in a traditional bar, open 24 hours a day, 365 days a year, full of tourists and local people.
I had Mexican dinner in Mexican restaurant, with Mexican waiters; aside the dishes cerveza (beer) and/or tequila: I usually had both.
This is how it works.
You sit at the table and suddenly a waiter comes asking you which kind of Tequila you prefer; of course you cannot refuse the Tequila, it should be a big offense: I preferred not to take this risk.
I selected one, asking if it?s good? even if they wont never tell you if it?s bad. The first Tequila with lime arrived: one shot, nice feelings; you can notice its effects, even because your stomach is still empty.
Time for order the main courses, all Mexican names that mean different kind of meat, with some types of spices, with some tortillas, one soup and some vegetables.
Everything must be accompanied with cerveza, mainly Corona beer, or with red chili chardonnay, good with meat.
At the end of the dinner the waiter usually ask you if you want some more Tequila: also in this case you cannot refuse it, therefore one more Tequila. This time it tastes much better than the other one.
The bill is coming. If you forget to give tip to the waiters, they usually get upset and remind you that; tip must be about 10% of the total amount and everybody will be happy.
It?s important to notice that if you use the credit card for the payment, waiters don?t give it back to you until you don?t sign the propina (tip).

La Autopista (The motorway)
There are about 140 km of motorway between Mexico City and Puebla; it can take two or four hours, depending on traffic jam, awful, especially in the capital city; if you have to travel between the two cities, normally you can pass 6-7 hours in the car, driving through the interior and exterior highways.
Anyway, the motorway is interesting under two different points of view.
The first one.
The motorway climbs up until 3.100 meters osl, after that it goes down until Puebla, 2.200 meters over sea level, in 60 Km. Mexico City and Puebla are approximately at the same level. They are located in a plateau.
Between the two cities there is a volcano 6.000 meters high, it?s luckily quite and looks out the two cities.
Ciudad de Mexico is a mega city, with more than 20 million inhabitants; it?s located inside a valley: this is mainly the reason why it?s so polluted, cars apart.
Puebla is a 2 million people city, quite and very nice.
I was writing that the peak of the motorway is 3.100 meters high osl; at this point there are dozen shops, small restaurants, coffee shops (each house is at the same time a restaurant, a bar and a small shop). Its quite cold, as you can imagine, and everybody wear woolen colored and dirty jumpers.
There are girls who are cleaning up the tables and women who are cooking some kind of soups in big pots; I didn?t want to miss the chance to take a coffee in a terracotta cup. The coffee was not so bad. A fresh air break and let?s go again, destination Puebla.
The second one.
La pista de emergencia (The emergency line)
It?s not an emergency line, as the name could suggest, but it?s a line nearby the road full of sand: it?s used when cars break the brakes and need to stop? without any danger.
A sign shows you to follow a red line which starts in the middle of the road and finishes before this kind of emergency road (descent here is quite dangerous); try to believe. Maybe better do not try.

Puebla
Going down, always watched by the volcano, you reach Puebla, where thanks to works in progress in the highway seem to be in the Turin – Milan motorway. The cue is long about two km. To make more enjoyable the time, a lot of men and women in the middle of the road try to sell you any kind of stuff depending on the hour; if its dinner time, you can buy snacks, drinks, any kind of food. I don?t know how the business works because everybody sells the same things.
Puebla is a 2 million inhabitant?s city and its origin is Hispanic colonial. The beautiful city centre is called Zocalo, same as in Mexico City.
Houses, the City Hall, the Cathedral, they all remind the Spanish architecture. Lights in the night make the atmosphere magic; the city centre (see the website: http://whc.unesco.org/en/list/416) is one of the world heritage sites according to U.N.E.S.C.O., like Zocalo in Mexico City.
Outside the city centre, the modern city is full of new buildings, shopping mall, brand new hotels; the city is changing fast.
It?s a textile district; also here most of the factories closed, only the best one survived and nowadays the business is not so bad. There are many Italian managers, designers and consultants.
Shopping malls here are huge; there are multiplex cinemas (I suggest to go watching the ?Los quatros fantasticos?). Everything is a bit influenced by the American culture, but the local traditions well survived. There are Starbucks, Mc Donald?s, Kfc, but most of the pubs, restaurants and bars (cantinas in Mexican language) are 100% Mexican style.
Mi ciudad, the Cantina de los remedios, the La estancia argentina, the Silla are some of the restaurants where you can find the best meat I ever had. This is not a place for vegetarians, but I really don?t care, I love meat.
There is one road, avenida Juarez, where you can find dozen of restaurants and cantinas. You must try all of them.

Curiosities.
Botanas
They are not shady places (the word botanas in Italian language sounds more or less like bitches), but some kind of restaurants open from 11 am till 5 pm where you can eat, relax and take a rest during the lunch break. Time for lunch here is around 3 pm.
Italian Coffee Company
It?s a coffee shops chain founded by people who are living in an area near Puebla; about a hundred years ago people from Veneto (Italian Region) arrived there and for one century stayed always quite isolated: that?s why their last names remind the Italians one, still nowadays.
Disappointment
I?ve never seen anybody drink Esta tea, wearing a poncho and sombrero during the siesta (break time). Italian famous commercial.

Leaving Mexico City, the take off is simply wonderful: a never ending land full of lights that can be seen until you pass the clouds. Gorgeous. Mexico and clouds.
(Bombay, August 11 2005)
Riferimenti: UNESCO World Heritage Sites

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