Home > On the road > Iran, dove un litro di benzina costa come una caramella (Parte I)

Iran, dove un litro di benzina costa come una caramella (Parte I)

16 Maggio 2005


Iran, where one liter of petrol costs like a candy (Part one)- see below

Iran, dove un litro di benzina costa come una caramella (Parte I)

Ciao a tutti coloro i quali avranno la pazienza di leggermi. Sono ancora in viaggio e quindi di nuovo in blog.

Eccomi ripartito per un viaggio di due settimane in un paio di Paesi che strateghi militari e politici occidentali definiscono “a rischio”: che la motivazione sia il cibo? Forse!
Una settimana in Iran ed una decina di giorni in Pakistan, due Paesi “nucleari”, nel senso che probabilmente non sono capaci di maneggiare una bomba atomica, a differenza di russi, americani e francesi, che invece, come ha dimostrato la storia, ne hanno sempre fatto buon uso, ma che si dice ne abbiano in abbondanza.
Ma questa non è politica, è la descrizione del mio viaggio.
Partito sabato 7 maggio da Milano Malpensa, dove mi hanno controllato se avevo la marca da bollo nel passaporto (sembra che la cosa sia di vitale importanza per chi deve lasciare l’Italia: c’e’ gente che per questi controlli ha rischiato di perdere un volo intercontinentale!!!), atterro a Dubai, dopo 6 ore di volo abbastanza confortevoli, alle 0.35. Giusto il tempo di recarmi all’imbarco per il successivo volo diretto a Teheran ed eccomi ancora su un Boeing 777 della Emirates.
Ore 3.30 della notte atterro puntuale nel nuovissimo aeroporto “Imam Khomeini” di Teheran, aeroporto aperto non più di una settimana fa.
45 minuti di coda per il controllo passaporti, meno che a Roma Fiumicino, e poi via per questa nuova avventura nel Paese in cui le donne, turiste comprese, devono coprirsi il capo. Mi aspettano il mio agente ed il mio autista, che assomiglia un poco al famoso “Ferryboat” di “Amici miei”.
Esco da questo nuovissimo aeroporto e mi accorgo che il mio driver non si ricorda dove ha parcheggiato il mezzo: un paio di minuti, l’amnesia passa e si parte, destinazione Ferdossi Grand Hotel.
50 km. si dovrebbero fare in tre quarti d’ora, specialmente alle 5 del mattino, ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso; essendo l’aeroporto nuovo di zecca, anche le vie di comunicazione non sono ancora ben collaudate e soprattutto conosciute dai più. Nonostante la velocità sconsiderata in curva e il rischio “adesso centriamo il muro di mezzeria in pieno”, 1 ora e mezza, o poco meno, e si arriva in hotel, dopo aver sbagliato strada almeno una decina di volte, per la mia grande gioia; infatti, nonostante la stanchezza di una viaggio comunque lungo e vista l’ora mattutina, in macchina non sono riuscito a chiudere occhio.
Qui devo aprire una parentesi sul traffico e, soprattutto, sul modo di guidare della gente locale.
Pensavo di aver visto tutto e di più in India, dove il traffico è qualcosa di allucinante ed indescrivibile… invece non si finisce mai di scoprire cose nuove.
Qui a Teheran TUTTI guidano come dei pazzi, senza nessuna eccezione: a velocità folle in pieno centro superano indistintamente a destra e sinistra, non rispettano minimamente i poveri pedoni, prendono strade contromano come se si guidasse su un viale a quattro corsie.
Precedenze non esistono, bisogna in qualche modo passare per primi, non importa se si arriva da destra, sinistra, alto o basso: tutto è lasciato al caso, anzi alla pazzia di chi guida.
Non so le volte che “mi sono visto” pedoni entrare in macchina attraverso il parabrezza, motociclette “passarmi sopra” la capotte o cose del genere. Qui tutti sembrano aver preso le strade della città per una prova speciale di una qualsiasi rally; ci si infila in ogni buco, si taglia la strada con una facilità che sembra quella essere la corretta maniera di cambiare direzione.
La maggior parte dei semafori, dotati di conto alla rovescia che ogni tanto si blocca o si azzera a sorpresa (ho visto passare un semaforo da 36 a o secondi in un secondo), lampeggia alternativamente rosso e arancione; il significato? Fare attenzione! Ma a cosa non si capisce…
Gli incroci sembrano set del film “Gioventù bruciata” dove tutti aspettano il verde, quando c’e', per passare per primi alla prima curva, magari sfiorando il guard rail od un fossato artificiale che costeggia tutte o quasi le strade di Teheran.
Le macchine, come potete immaginare, non sono in ottimo stato, ma non importa: anche senza il parabrezza si può benissimo guidare… l’importante che il tergicristallo ci sia.
Eppure i segnali di guidare con prudenza ed allacciare le cinture di sicurezza non mancano: in effetti le cinture di sicurezza vengono allacciate, non si capisce per qual motivo, solo nelle tangenziali che circondano la città. Devo dire che gli autisti di taxi non si distraggono mai: è più il tempo che passano a parlare con il passeggero guardandolo in faccia (per educazione, certamente) di quello che utilizzano per guardare la strada. Dettagli. Il tutto a velocità sconsiderata.
Anche attraversare le strade è una roulette russa: si parte, si guarda a destra, sinistra, dietro, davanti, una, due, tre, quattro volte, ma si spera sempre che tutto vada bene fino ad arrivare dall’altra parte della strada.
La benzina costa 8 centesimi di Euro al litro!!!

Chiuso il capitolo traffic jam, torno alla descrizione del mio primo giorno in terra persiana.
Arrivati in hotel, sbrigate le pratiche di check in, dopo un riposante sonno di 45 minuti, inizio la giornata lavorativa, in cui inizio ad apprezzare a pieno le virtù di guida della gente di Teheran.
Alle 5 di sera, dopo un’intensa giornata divisa tra traffico e appuntamenti, in hotel si avvera, e quasi non ci posso ancora credere, un sogno: incontro Azadeh, con la sua cugina Samira, le mie speciali amiche di Teheran. Gli occhi lucidi non celano la felicità per aver realizzato una cosa quasi inimmaginabile; Azadeh non mi da la mano per salutarmi, lei è molto tradizionalista, mentre invece Samira mi stringe la mano senza problemi. Loro mi regalano dolci di Teheran, io canestrelli di Biella.
E’ doveroso parlare di come da queste parti il mondo sia diverso dal nostro, ma non così tanto come si crede.
L’Iran è un Paese di profonda fede Islamica, governato da un Presidente a capo di un Parlamento di 290 membri eletti dal popolo, e da un Leader, a capo di un speciale corpo di 12 “saggi”. Il Presidente in carica, è Kathami (diventato famoso dalle nostre parti per aver presenziato ai funerali di Papa Giovanni Paolo II), mentre il Leader, protettore dei dettami dell’Islam, è Kahmenei.
Il Presidente ha il potere, sia politico, che religioso, derivatogli dal popolo che lo ha eletto; resta in carica 4 anni e può avere solo due mandati. Il prossimo mese si voterà per il nuovo Presidente, poiché l’Iman Kathami ha preso il potere 8 anni fa.
Il Leader è eletto dal Consiglio dei 12 e resta in carica sino alla morte.
Tutto ciò che il Presidente ed il Parlamento decidono, viene “filtrato” dal Consiglio e dal Leader; per cui, se qualche legge va contro alcuni dettami islamici, il Leader ha il potere di respingerla. Nonostante questo, il Presidente ha un grandissimo potere ed e’ proprio grazie a questo che Kathami sta passando alla storia come il primo vero Presidente riformista dopo la Rivoluzione, quando nel 1979 salì al potere Kohmeini, messo lì da Inglesi e Francesi, che vedevano nell’Iran un rivale economico sempre più potente. I francesi tutt’ora hanno grossi interessi economici in questo Paese.
Per altri dettagli vedere:

http://it.wikipedia.org/wiki/Iran#Politica

Un passo indietro.
Stavo dicendo che da queste parti il mondo non è poi così diverso.
Mi ha colpito molto vedere i bus urbani in cui le donne devono sedere dietro ed il bus stesso è diviso in due parti; nonostante questo, i minibus e i bus turistici non impongono questa norma.
Lo stesso dicasi per la metropolitana (3 linee abbastanza efficienti, altri due da aprire prossimamente: non è Seoul, ma sicuramente meglio di Milano) dove, sì le donne hanno i primi due vagoni riservati, anche per ragioni di “sicurezza” quando viaggiano da sole, ma non è affatto proibito viaggiare insieme agli uomini.
Alcuni magazzini hanno entrate diverse per uomini e donne, ma la maggior parte dei centri commerciali non e’ così; in aeroporto i controlli di sicurezza avvengono su due corsie separate.
Le scuole primarie e secondarie sono o maschili o femminili, le Università invece no… anche gli asili, a dire il vero. All’Università’ la maggioranza degli studenti e’ di sesso femminile, le lezioni si seguono normalmente, maschi e femmine insieme; le conferenze nelle Aule magne, invece, vedono i ragazzi davanti e le ragazze in fondo, così come durante le preghiere.
Il chador, veste di colore nero, copre interamente il corpo della donna, lasciando solo il viso e le mani scoperte, ma e’ diffuso solo nelle donne meno giovani, mentre la maggior parte delle ragazze non lo utilizza.
Le ragazze, obbligate a coprirsi il capo in pubblico ed in privato, solo alla presenza di estranei alla famiglia, ma solo se la famiglia e’ più tradizionalista, vestono, molto più di quanto credessi, alla maniera occidentale. Jeans larghi, occhiali da sole di tendenza, trucco a volte molto forte. Molte ragazze tendono a far risaltare i capelli colorati, con tagli moderni, nonostante l’obbligo del foulard. Non e’ un caso isolato vedere ragazzi e ragazze tenersi per mano in strada, ma non ci si bacia in pubblico. Resta il fatto che maniche e pantaloni corti non sono ammessi, se non in luoghi destinati solo alle donne.
Le piscine hanno accessi regolamentati in orari diversi per uomini e donne.
Azadeh mi ha spiegato che quando si allena (corre 1.500 mt. e 3.000 mt. in gare a livello Nazionale ed Internazionale) con pantaloncini, maglietta e senza coprirsi il capo, lo fa senza la presenza dell’allenatore (uomo), ma solo con il supporto delle compagne di allenamento. Durante le gare aperte al pubblico e nel parco dove spesso corre per allenarsi, invece, deve vestire maglie e pantaloni lunghi e coprirsi il capo.
Anche gli uomini non possono vestire calzoncini corti in pubblico, se non in casi eccezionali come allenamenti e gare sportive.
Samira e’ molto meno tradizionalista, mi ha dato la mano per strada, mi ha abbracciato, ha uno stile molto più occidentale; lei e’ di famiglia più “moderna”. Più volte mi ha mostrato i suoi bellissimi capelli nero corvino, che mettono in risalto due occhi di luminosità abbagliante. Azadeh, invece, non vuole toccare nessun uomo, ne tantomeno farsi vedere il capo scoperto da terze persone di sesso maschile.
Stesse famiglie, due modi di vedere le cose.
Le stesse differenze si possono riscontrare nella società, camminando per le strade, girando per negozi, mangiando una pizza di tipo americano (pizza hut, per intenderci) o un hamburger in un fast food 100% iraniano. Qui di americano non c’e’ nulla, a parte la coca cola.

Fine Prima Parte.

Iran, where one liter of petrol costs like a candy (Part one)

Hi again to all of you who wants to read me once more. I?m again on trip, therefore in Blog too.

Here I am for a two weeks business trip in a couple of Countries that politics and military state men define ?risky?: maybe because of the food.
I?m going to spend one week in Iran and ten days in Pakistan, two nuclear Countries because they probably have the atomic bomb but they are not able to use it in a fine way like Americans, French, Russians: history can confirm that.
By the way, this is not politic, this is the story of my trip.
I departed from the airport of Milan Malpensa, where a police officer checked if I applied the legal stamp on my passport (this is very important to whom is going to leave Italy: some passengers almost missed the intercontinental flight waiting in the cue), I landed in Dubai airport, after 6 hours comfortable flight, at 00.35 am. Just in time to transfer to the next flight for Tehran and I boarded in another Emirates Boeing 777.
I landed 3.30 am sharp in the very new Imam Khomeini airport of Tehran, the airport was open one week before.
45 minutes waiting for the passport control, less than Roma Fiumicino, and after that my adventure, in a Country when also tourist women must cover their head, began. My agent and his driver were waiting for me in the arrival hall.
We all exit from this new airport and the driver forgot where he parked the car; after a couple of minutes he reminded the place and we leave, direction Ferdossi Grand Hotel.
Actually driving 50Km it usually takes about 45 minutes, especially in the middle of the night, 5 am, but here it?s a bit different; as I told you before, the airport is very new and also the highways are very new: that means that is not so easy to find the right direction at the first sight. Despite of the high speed and the even higher risk to hit the middle way wall, we took one hour and a half to reach the destination, after we wrong way at least ten times; anyway, even if I was very tired and it was almost morning, in the car I did not fall asleep at all.
I must talk about the local habit to drive a car.
I thought I saw everything concerning traffic in India, where it is awful and so heavy, but you never stop to learn something new every time.
Here in Tehran, EVERYBODY drives in a crazy way, no exceptions: they drive fast in the downtown, they overpass at right and left with no distinction, they take the one way streets in the wrong way, nobody cares about pedestrians.
No give way at all, you must pass first somehow, it does not matter if you come from left, right, up and down: everything is casual, everything is ruled by the madness of the drivers.
I could not count the times ?I saw a pedestrians coming inside the car? trough the windshield of the car, bikes ?jumping over the car? or something. On roads everybody seems to drive in a rally championship.
Each traffic light has a countdown, sometimes they don?t work properly (once I saw the countdown running from 36 to zero in one second!), they lights alternatively red and orange; the meaning: be careful! So what?
Crossroads seem to be the Rebel without a Cause set: everybody is waiting for the green light (when green light works properly), just to be the first one at the start, and nobody pay attention the guardrail or the ditch at the border of every street in Tehran.
It doesn?t matter if cars are not in good conditions, as you can easily imagine; also the windshield can be easily driven? with or without windshield wiper.
Anyway, safe driving and fasten seatbelt signs are everywhere; actually people fast seatbelt, but only on the highway around the city and I don?t know why. Taxi drivers are never distracted: they pay attention all the time to the passengers looking at them on face while driving (they are well educated?) without caring what?s happening on the street. Only details. High speed, always, of course.
Also crossing the street is something like the Russian roulette: you go first, then you look right, left, behind, in front, one, two, three, four times, but you always hope that everything will be fine until the other side of the street.
Petrol cost 8 Euro cents per liter!!!

The chapter traffic jam is finished. I?ll be back on description of my first day in Persian Land.
Hotel check-in, 45 minutes sleeping, and I?m ready to begin the first day of business and to appreciate the driving skills of Tehran people.
After a long day full of meetings, traffic, at 5 pm in hotel my dream comes true: I meet Azadeh and her cousin Samira, my special friends of Tehran. I still can?t believe it. Shining eyes cannot hide the joyful to have been realized an unbelievable dream; Azadeh waves at me without shaking my hands, she?s very attached to Islamic traditions, Samira shakes my hands without any problems. We exchange our gifts: Tehran cakes for me and Canestrelli of Biella for them.
Now it?s time to describe how this world is different than ours, but not so much as we all think.
Iran is an Islamic Country, ruled by a President who heads a Parliament with 290 members elected by universal suffrage, and by a spiritual leader, the Supreme Leader, who heads the Council of Guardians, formed by 12 members. The President is the highest state authority after the Supreme Leader.
The President in charge is Kathami (became famous in Italy because he attended the funeral of Pope John Paul the second), the Supreme Leader is Kahmenei.
The President has got the political and religious power, deriving by the people who directly elected him; he can stay in charge 4 years and he can only be reelected one time. Next month in Iran people will vote for a new President, because Kathami took the power 8 years ago.
The Supreme Leader is elected by the Council of Guardians and he can stay in charge until the death.
Everything decided by the President and the Parliament has being checked from the Supreme Leader and the Council of Guardians; if any law is against the Islam, the Supreme Leader can reject it.
Although these rules, the President has a great power and thanks to this power Kathami is becoming the first most important reformist of the history of Iran after the Revolution, when in 1979 Khomeini took the power. Khomeini was pushed on by English and French because they saw that Iran was becoming a great and dangerous economic competitor. French has still big interests in the economy of Iran.

For other details see the website below:

http://en.wikipedia.org/wiki/Iran#Politics

One step behind.
I was writing that the world here is not so different than ours.
It was shocking to see the local buses divided in two areas because men and women cannot seat together: women must be seated in the area behind men; despite of this rule, minibus and tourist bus don?t have this distinction.
Same story for the subway (3 efficient lines, 2 lines to be opening soon: it?s not like Seoul, but much better than Milan) where the first and the second wagons are reserved for women, even for security reasons, but men and women can travel together.
Some shopping malls have different entrance for women and men, but most of them don?t apply this rule; in the airport security control is different for women and men.
Primary and secondary schools are for female or male only, Universities for both; actually also in nursery schools boys and girls stay together.
Most of the students at Universities are female, during lessons guys and girls study together; in convention hall males sit in front and females sit behind them, same story during religion events.
Chador, black female suite, covers the whole body of a woman; only face and hands are shown. Most of the women wear chador, but girls usually don?t wear it.
All women must cover their heads when they are in public places and, in traditional families, among people who are not relatives. Girls wear western style clothes more frequently than I thought before: jeans, sunglasses, heavy make-up. Many girls like to show their colored and beautiful hairs, modern style haircuts, even if they must cover their head with a foulard. You can often notice girls and guys walking on streets hand by hand, but they are not allowed to kiss each other in public. Women cannot wear shorts and t-shirts, except in places only for women.
Swimming pools apply different timetable for women and men.
When Azadeh trains (she runs 1.500 and 3.000 meters in national and international events) with shorts, t-shirt and without covering her head, her coach (he?s a man) is not allowed to assist her during the training session. She can only counts on support of her companions. During public competitions and when she runs in public gardens, she must wear gym suite and cover her head.
Also men are not allowed to wear shorts in public, except if they are training or playing some sport.
Samira is less traditionalist than Azadeh, even if she also follows the rules like everybody else; she kept my hand on the street, she hugged me, her style is a sort of ?western type?. Her family is more ?modern? than the family of Azadeh. She often showed me her beautiful black hairs which exalt her amazing shining black eyes. Azadeh doesn?t want to touch any man and she doesn?t like to show her head to men who are not relatives.
Same families, two different ways of thinking.
You can notice the same differences in the society, walking on the streets, visiting shopping malls, eating an American style pizza (i.e. pizza hut) or a hamburger in a 100% Iranian fast food. You cannot find anything from U.S.A., except the Coca Cola.
?to be continued.
(Tehran, May 10 2005)

I commenti sono chiusi.