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24 Marzo, Buon Compleanno Thuy, Goodbye Saigon

24 Marzo 2005


Lascio Saigon,

triste ed emozionato, ma anche straordinariamente felice per aver vissuto questi cinque giorni così intensamente; ogni ora, ogni minuto, ogni momento sono stati per me speciali: porterò un ricordo bellissimo di questo posto, per sempre.
“Partire è un po’ morire”, mai frase è più azzeccata per descrivere il mio stato d’animo in questo momento: un altro pezzo di Asia lasciata alle spalle, un altro pezzo di cuore lasciato lungo questo mio cammino.
Non è facile trovare le parole adatte, che forse nemmeno esistono, per descrivere i miei pensieri, ma ci proverò, ancora una volta.

Sono arrivato qui Sabato e già l’atmosfera di questo posto mi ha colpito sin dal primo momento; passato il primo giorno, immerso nel sogno di essere dall’altra parte del mondo con una persona, un’amica straordinaria, Thuy, oggi il suo compleanno, mi sono risvegliato lunedì ancora stordito.
Spesso mi capita di non rendermi conto che sono veramente dall’altra parte del mondo, anche se tutto è così profondamente diverso; a volte mi ritrovo a camminare, tra un grattacielo, un mercato, una strada polverosa, piena di gente, trafficata, dove tutti parlano una lingua diversa, incomprensibile, ma che se ascolto bene mi sembra di comprendere.
La sensazione è strana: sembra di essere sospeso a mezz’aria e tutto intorno gira e non riesce a fermarsi, ma dopo un breve attimo si ricade e tutto diventa chiaro.
E’ facile confondere le proprie emozioni quando si viaggia così tanto, quando si visitano posti così diversi in poco tempo: tutto sembra uguale, ma in meno di un secondo ci si rende conto che invece tutto è così diverso.
Saigon è una città piena di vita, la gente è in continuo movimento; chi cerca di venderti qualche frutto al bordo di una strada, chi ti saluta e cerca la tua attenzione, magari provando a darti dei consigli su dove andare, su come passare la serata, chiedendoti se hai intenzione di fare massaggi un po’ particolari, chi corre in moto, chi va in bicicletta, ma senza mai fermarsi, chi ti invita ad entrare nel ristorante e gustare le proprie specialità, chi ti sorride e sembra cercare il tuo sguardo.
E’ incredibile camminare per le strade di Saigon, mi sembra di essere una bella donna: nonostante che i turisti siano molti, la gente forse non è ancora abituata ad uno grosso con i capelli rossi: “chissà da dove viene?”.
Una delle prime domande che la gente ti fa per scambiare quattro chiacchiere è se sei cattolico o in qualche modo religioso. Poi ti chiedono da dove vieni, ma qui la gente non è curiosa, non vuole sapere ogni cosa di te, come invece molto spesso accade in India; nessuno è invadente, tutti rispettano il tuo spazio e in nessun modo ti danno fastidio.
Saigon è una città grande, senza troppi palazzi, ma con centinaia, migliaia di case in cui al piano terra c’e’ la bottega e sopra l’appartamento; a volta capita che i due luoghi si confondano e che non ci sia differenza tra l’una e l’altra.
Come un po’ in tutta l’Asia sud orientale, la città è un immenso mercato a cielo aperto: si trova tutto, letteralmente tutto in poche decine di metri.
Negozietti di alimentari, bazar di telefonia affiancati da un banco della frutta, meccanici e negozi di dolci convivono fianco a fianco, eleganti caffè, internet points, ristoranti, bar, hotel, motel, massage room, tutto si confonde l’un l’altro, tutto si mischia, ma ognuno ha il suo spazio, il suo piccolo mondo dove la gente che ci lavora passa la maggior parte della propria esistenza.
Per noi non è poi così difficile pensare di poter viaggiare, andare in giro per l’Italia, magari per l’Europa o per il mondo; qui tutto è al contrario: uscire dai confini, prendere un aereo è e resta un sogno, per la maggior parte delle persone, anche con un buon lavoro, e chissà ancora per quanto tempo.
Il mondo qui gira al contrario, non e’ difficile rendersene conto.
Nessuno sembra arrabbiato, la gente lavora sempre con un sorriso, un gesto di cortesia è cosa normale; per strada c’e’ un traffico di motociclette incredibile, indescrivibile, ma nonostante tutto mai nessuno si incazza se qualcuno ti taglia la strada, cosa normale da queste parti, o non ti da la precedenza. Io ho guidato la motocicletta e questa atmosfera posso dire di averla vissuta a pieno.
Il mondo gira al contrario, dicevo.
Le ragazze, pur avendo una pelle più scura della nostra, odiano letteralmente il sole.
Vedi ragazze andare per strada con ombrelli, ma molto più spesso in moto con cappelli, bandana, camice con maniche lunghe anche con il caldo più soffocante, per non farsi colpire dai raggi di sole, non vogliono la pelle scura, amano la pelle chiara, adorano le persone con la pelle chiara…
Il mondo gira al contrario, ancora una volta.
A scuola, primaria o di secondo grado che sia, tutti in divisa; centinaia di ragazzi e ragazze in divisa entrano ed escono dalla scuola con le loro moto o biciclette. Ogni Istituto ha una divisa che lo caratterizza, tutti hanno un’etichetta con su scritto il proprio nome.
Le divise sono semplici, pantaloni lunghi e camicia per i ragazzi, gonna sotto il ginocchio e camicia per le ragazze; non e’ di tendenza andare a scuola con l’ombelico scoperto od il tanga in evidenza!
Il mondo gira al contrario, una volta di più.
Bellissime ragazze, a volte non così belle, ma sempre gentili, fanno i massaggi per pochi dollari: un’ora di massaggi in media costa 8-10 USD, mancia esclusa. Una sauna, un idromassaggio per entrare nel clima, una doccia calda per rilassarsi un attimo e inizia il massaggio. Musica in sottofondo, aria condizionata, un lettino ed un asciugamano. Anche la massaggiatrice, naturalmente. A volte si rimane con dei pantaloncini forniti dalla sala, a volte si rimane senza…
Il massaggio e’ piacevole; gambe, braccia, schiena, collo, testa. Ad un certo punto ti ritrovi la ragazza, in perfetta divisa, gonna corta e t-shirt, che ti cammina sulla schiena e ti schiaccia una ad una tutte le ossa della schiena. Credo che mai nessuna persona mi abbia camminato sulla schiena in vita mia.
Prima della testa, la ragazza ti chiede se vuoi un massaggio un po’ più approfondito, il tutto dietro mancia (stesso costo dell’intero massaggio, più o meno); accettare o meno è discrezione del cliente, nulla è forzato, tutto deve essere spontaneo.
Alla fine, dopo un’ora di relax, il corpo sembra essere stato schiacciato da un macigno, ma poco dopo i benefici del massaggio iniziano a farsi sentire.
Naturalmente solo gli uomini fanno i massaggi, le donne non ne hanno bisogno…
Italiani qui ce ne sono veramente pochi, poche decine in tutto il Vietnam, lavorare qui non è semplice, perdere la testa invece si.

Lascio Saigon, l’Asia e tutto questo mondo che un’ultima volta sembra girare al contrario.
Con un velo di tristezza, ma con il cuore pieno di felicità per aver potuto vivere un’esperienza (non solo lavorativa), ancora una volta, straordinaria.
Good bye Vietnam, Xin Chao!

  1. beatrix_kiddo
    25 Marzo 2005 a 14:04 | #1

    Ciao Cristiano,
    ovunque tu sarai ti auguro di trascorrere una Buona Pasqua, colma di serenità

    A presto

  2. mitjorn
    28 Marzo 2005 a 20:31 | #2

    dev’essere davvero un posto “fuori dal mondo”, per questo speciale.

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