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Io la penso cosi’

12 Marzo 2005

Io non sono di destra, centro o sinistra.
Non sono per la guerra per nessun motivo, ma non sono neanche pacifista a tutti i costi. Di pacifisti convinti non sento la mancanza.
Di dittature in questo mondo ce ne sono troppe, ma anche di false democrazie.
Di chi ha voglia di rischiare la vita per fare “giornalismo” non me ne frega niente, lo fanno solo per soldi e onori. Gli ideali lasciamoli a chi ha cambiato veramente il mondo.
Odio gli antiamericani convinti, ma non per questo credo che gli stati uniti debbano imporre la propria forza. Comunque meglio essere “suddito” americano che dover cambiare la forma dei miei occhi.
Le persone come la giornalista del Manifesto, le due simone o i quattro “mercenari” non meritano la mia attenzione se non in piccola parte, ma solo per la curiosità di capire come la pensa la gente di ciò che è accaduto. Hanno fatto una scelta, hanno rischiato, gli è andata bene, meno che ad uno, cazzi loro.
Non si spaccino per portatori della verità, perché nessuno lo può essere: ognuno ha le proprie idee, l’importante che vengano portate avanti nel rispetto di quelle degli altri, magari di segno opposto.
Terroristi, rivoluzionari, resistenti: sono termini inventati dalla stampa o dalla politica, a seconda di come si voglia definire le persone che commettono comunque un reato. Io non sono ipocrita.
Non me ne frega un cazzo dei riscatti pagati per liberare gli italiani (sempre ci siano stati): purtroppo la verità non la sapremo mai. Ci potremo solo fare un’idea del tutto personale di quello che accade in queste situazioni. Informandoci, leggendo, viaggiando, comunicando.
Quando sono successi i fatti delle simone io ero in Asia, ora sono ancora in Asia: non avete idea di quanto sia contento di non dover sopportare nell’ordine:
telegiornali italiani
la prova del cuoco
bruno vespa
il grande fratello
l’isola dei famosi
la fattoria
striscia la notizia
e tutti i politici da Bertinotti a Pannella.

L’Italia è ancora un posto dove per fortuna si sta bene, manderei un po’ di persone a vivere per un po’ di tempo in qualche paese di questo bellissimo continente che è l’Asia: a scelta, korea compresa, così magari il kimchi aiuta ad aprire un po’ gli occhi di quanto siamo fortunati noi a fare polemiche su queste cazzate, quando invece a poche ore di aereo da casa tua il mondo è tutt’altro che il festival della canzone italiana. E la gente muore per davvero, senza neanche sapere perché, bambini, troppi bambini, compresi.

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  1. achlis
    15 Marzo 2005 a 12:22 | #1

    La Vita è una cosa semplice e strana. Semplice nella sua complessità. Al minimo basta che un individuo nasca, cresca, si riproduca e poi può anche morire non appena i figli sono in grado a loro volta di procreare. Quarant’anni di vita sono più che sufficienti per questo. Poi c’è gente che ha tutto, o quasi tutto, come quelli che vivono in Italia dove tutto sommato si sta bene, meglio che in Corea ed in asia. Poi ci sono le Giuliane Sgrena che vanno a fare le reporter di guerra rischiando la pelle. Per soldi? solo per soldi? Per guadagnare comunque un centesimo di quello che guadagna Vespa senza rischiare niente? Bho!! Io non semplificherei troppo. Credo che occorra fare uno sforzo per capire anche la normalità della pazzia umana.

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