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Minimalismi Koreani

26 Febbraio 2005


Si lo so,

perdonatemi (o forse non ce n’è bisogno), ma in queste mie prime due settimane di permanenza in Asia sono stato pigro nello scrivere e ai più non ho neanche dato uno straccio di notizie sulle mie condizioni psicofisiche: del resto sono stato a Seoul, città dalla quale trovare ispirazione e come fare ***** (avete capito bene, $oldi), cosa quasi impossibile per ciò mi riguarda.
Comunque, atterrato a HK, dopo un primo tentativo andato a vuoto, ecco che improvvisa mi è tornata la voglia di scrivere due righe.

In attesa di un weekend lungo a Delhi, non mi resta che scrivere ancora una volta di Seoul, dei Koreani e di alcuni modi bizzarri che hanno nella quotidianità spicciola di ogni giorno.
Ho già scritto molte cose, ma alcune particolarità le ho sempre tralasciate in attesa di tempi migliori: ora i tempi sono migliori.

Il mercato di Dong Dae Mun (mercato del tessuto per eccellenza di Seoul)
E’ il mio luogo preferito di lavoro, migliaia di persone ogni giorno lavorano, passano, comprano, vendono, fumano, sputano, mangiano e fanno cose varie che vanno oltre la più fervida immaginazione.
Sono tre palazzi che ne formano uno, di 7/8 piani l’uno: non ho mai capito quanti piani di preciso, ma sono un po’.
Sopra il tetto c’è un parcheggio che costa qualcosa come 4 Euro l’ora: sembra di essere in Piazza San Carlo a Torino, ma solo per il costo.
La prima cosa che si nota sono le migliaia di piccoli koreani che, sguardo basso e deciso, camminano, camminano, camminano; dove vadano, non mi è ancora molto chiaro, nonostante le giornate passate tentando di capirlo.
Poi vedi degli uomini che sembrano avere 60 anni, ma in che in realtà credo ne abbiano 25, vestiti con giubbotti pesantissimi, sudati e che portano sulla schiena una specie di sgabello che serve a portare i rotoloni di stoffa che pesano dai 20 ai 25 Kg. l’uno: mi è capitato di vedere qualcuno con 6/7 rotoli sulle spalle: forse è per questo che sudano.
La loro particolarità è che non usano l’ascensore, ma si fanno tutte le scale sino all’ultimo piano: portano la stoffa negli stand e viceversa.
Guidano anche motociclette corredate di baldacchino, sempre per portare stoffa, e le loro corsie preferite sono strisce pedonali e marciapiedi…

Entri nel mercato e chi ti vedi all’aprirsi della porta di uno degli ascensori? Una bella signorina in divisa, con cappellino e guanti che ti saluta, ti chiede in che piano vuoi andare, schiaccia i pulsanti e accompagna la chiusura delle porte con gesti che definire meccanici non rende bene l’idea. In estate, quando fa caldo, il corredo prevede una ventolina sopra la testa che fa aria; naturalmente, prima di entrare in ascensore e scegliere il piano dove andare, c’è un tabellone informativo che ti spiega cosa si trova ad ognuno dei piani; l’unica particolarità è che, oltre alla scritta in inglese “information”, tutto il resto è in coreano. Mi sono sempre chiesto perché ci abbiano messo quella scritta in inglese!?!
Arrivati a destinazione, si aprono le porte verso un mondo tutto suo: lunghi corridoi che sembrano labirinti, dividono gli immensi piani del palazzo in migliaia di stand dove le aziende promuovono, vendono, espongono le proprie stoffe.
Il palazzo è smoking free, ma spesso e volentieri lì dentro i vari President* non disdegnano di farsi una sigaretta in compagnia, tra una pausa e l’altra.
Si dice che la Korea, nel tessile, sia in profonda crisi, ma se si guarda come queste aziende cercano di superarla viene spontaneo pensare che questi qui non abbiamo la più pallida idea di cosa voglia dire lavorare.
Scena tipico di lavoro:
Il President che legge il giornale o parla con il cellulare, la moglie (quando c’e') che si smalta le unghie o chiacchiera anche lei al telefono (probabilmente) con amiche, il figlio e/o parenti giovani che in piedi stanno guardare chi passa. Naturalmente ogni tanto preparano qualche campione o danno informazioni ad eventuali acquirenti, ma il più del tempo lo passano a bere caffè, te verde o vitamina C che fa tanto bene all’amore.
Il giorno di paga (metà mese):
questo è un giorno molto impegnativo per i President del mercato, così mi è stato detto, e non è facile farsi dare appuntamenti; la scorsa settimana sono arrivato al mattino presto, giorno di paga, ho immaginato tutti impegnatissimi nei loro conti e business plan. Appena entrato ho visto nell’ordine:
uno che giocava col cellulare,
uno che giocava col PC,
uno che stava leggendo il giornale (tenersi informati è importante),
quattro che stavano facendo la pausa caffè alle 9.30 del mattino, dopo quasi mezz’ora di lavoro!
Questi si che sanno come si esce dalla crisi, altro che dalle nostre parti!!!

I bagni del mercato
entri e, pur essendo puliti, nulla da ridire, c’e’ un odore come se ci si trovasse in bagno: sarà che la carta igienica accumulata nei cestini dopo un po’ puzza? Forse! Il bello è che quando ti capita di trovarti a tu per tu con una koreana (che è un po’ la turca di corea), non sai bene come porti: un giorno sarò più chiaro, inutile scendere troppo nei particolari a parole.

Varie ed eventuali
Gli appuntamenti vengono presi negli stand e si viene fatti accomodare su sgabellini di plastica. Per prima cosa si sceglie cosa bere; in una giornata di lavoro sono stato in grado di bere 4 caffè, 3 te verdi, 2 succhi di frutta, vitamina C, succhi all’uva… ogni cosa, secondo la più antica tradizione coreana, fa bene a qualche parte del corpo; per quanto riguarda la vitamina C già sapete.
Ci sono signore che ti preparano il caffè istantaneamente oppure i più avanti (parlo sempre dei President) sono dotati di minibar e boccia per acqua minerale, fredda e calda.
Le persone si salutano in continuazione con inchini, nessuno si sposta di un cm se tenti di passare in un corridoio un po’ stretto e quindi ci si spintona, senza il minimo riguardo, ma neanche senza il minimo problema; se si fa passare per gentilezza qualcuno, non c’e’ modo che ti guardino in faccia e ti ringrazino: questi koreani hanno un senso del bon ton un po’ particolare.
La giornata lì dentro vi posso assicurare che è lunga, ma con queste piccole cose si trova anche il tempo di fare quattro risate.

Capitoli vari sul più ed il meno.
La metropolitana
12 linee organizzatissime, bagni pulitissimi (più che nelle nostre stazioni, ma so che non ci credete), piedini disegnati per terra che segnalano esattamente dove fare la fila in attesa del treno, scale mobili dove tutti stanno a destra, come a Londra, posti per anziani, handicappati, donne in gravidanza vuoti, dove la gente, se non è in gravidanza, anziana o handicappata non si siede, nonostante che il treno sia magari affollato.

Al cinema
Ti può capitare di andare al cinema per passare un po’ tempo; le multisale o cineplex sono belle, organizzatissime, dotate di ogni confort e con sistemi di prenotazione che ti permettono di scegliere il posto, lo spettacolo, etc. Sin qui nulla di particolarmente eccitante, a parte per noi biellesi.
Ti può capitare però di sederti vicino a:
qualcuno che mangia un panino al wurstel, che emette odori terrificanti, bagnato da un non ben identificato beverone di colore rosso; le conseguenze per lo stomaco si possono immaginare;
oppure ci si può sedere vicino ad un “maiallo” (maiale-cavallo), esemplare di giovane koreano che, sino a quando non viene minacciato dal sottoscritto, emette versi di varia natura, una via di mezzo tra quelli emessi da un maiale ed un cavallo, per l’appunto: non è piacevole cercare di seguire il film con una colonna sonora di troppo.

Al ristorante
camerieri in divisa ti salutano sorridenti, ti indicano dove sederti, ti portano via il vassoio (in caso di self service) prima ancora di sederti con le portate appena ordinate; priorità per un cameriere è portarti la ricevuta con il conto da pagare.
In tutti i posti di lavoro c’e’ un’abbondanza di personale tale che, se questo sistema dovesse crollare, non so come la Corea sopravvivrebbe.

Per oggi è tutto!

* chi è il President?: è la più alta carica a cui un koreano può aspirare; ci sono President di grandi aziende e President di aziende individuali, in pratica President di se stessi. Sul biglietto da visita la cosa si mette ovviamente in risalto.
Il President è colui che ha una poltrona riservata, una sigaretta riservata, una scrivania o tavolino riservato, un paio di ore al giorno riservate per dormire.

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  1. fiordiluna
    27 Febbraio 2005 a 8:50 | #1

    molto interessante! anche se hai saltato la parte più interessantissima del come porti con le ragazze koreane!!!

  2. Claudia
    28 Febbraio 2005 a 15:12 | #2

    Felice di rivederti Cristiano!Come stai?Ti fai aspettare ma che bel post!Io son tornata al vecchio indirizzo ;) Un bacio

  3. lastanzadiclaudia
    2 Marzo 2005 a 13:48 | #3

    hey Cristiano!Passi a giocare nella mia stanza?;)

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